Alfonso Signorini: “Mi sono ammalato di leucemia”

Alfonso Signorini ha appena pubblicato la sua autobiografia in occasione dei suoi 50 anni.

 

Intervistato dal Giornale, ha fatto un bilancio della sua vita.

 

Vorrei far capire che la fatica è un valore. Io ho vissuto situazioni e realtà che da ragazzo pensavo di poter vedere solo col binocolo. Ma ho preso anche tanti schiaffi, che mi hanno educato. Quando ho lasciato la Mondadori e poi sono tornato: ho ricominciato da capo, mi sono rimboccato le maniche e sono andato avanti a testa bassa, come i muli. Una lezione di vita.

 

Sul suo futuro ha le idee chiare.

 

Non sono un ambizioso. Non mi sono mai seduto a pianificare. Ho un difetto enorme: quando raggiungo qualcosa, poi voglio dell’altro. È così, mi annoio. Perciò non invecchierò sulla poltrona di direttore. A 60 anni andrò in pensione. Glielo metto per iscritto. E poi ho una grande fortuna, perché se mi stufo posso sempre dire ‘grazie, arrivederci’, e certo non morirò di fame. 

 

Poi la rivelazione choc.

 

Dormo sempre pochissimo. Faccio meno per scelta, perché dico no a tante cose. E per costrizione perché, come racconto nel mio libro, mi sono ammalato di leucemia. Ero in diretta, all’ultima puntata di Kalispera. C’era la Ferilli, ricordo la sua bocca che si muoveva, lei parlava parlava e io sentivo il sudore colarmi lungo la schiena. Avevo 40 di febbre, mi hanno portato subito in ospedale. Oggi vedo la vita con altri occhi. È stato un incidente frontale, ma sono arrivato a considerarlo una benedizione. Un dono.

 

 

 

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