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Amici 11, la giuria tecnica: il peggio del talent show

Si è chiusa ieri sera una difficile undicesima stagione di Amici. Difficile per la collocazione in palinsesto – quel sabato sera ha giovato solo a invecchiare il pubblico del talent – per i gossip che hanno “disturbato” la gara, difficile perché il meccanismo proposto ai telespettatori era quasi del tutto nuovo rispetto a quello consolidatosi negli anni. E alla fine di ogni stagione è doveroso fare un bilancio per comprendere cosa veramente non abbia funzionato. Per esempio, la giuria tecnica, la parte peggiore di Amici 11.

Sì, se sulla incompetenza e inutilità della giuria esterna si è già detto e scritto molto (perché Federica Pellegrini dovrebbe giudicare un cantante o un ballerino ventenne?), non si è scritto abbastanza della ipocrisia degli esperti-giornalisti in giuria. Come è possibile che l’unico scontro verbale tra i giurati e i big in gara sia stato nel corso di 9 puntate quello tra Platinette e Valerio Scanu, soprattutto per “merito” della sfrontatezza di quest’ultimo. Nessun altro esperto, nessun altro tecnico ha ritenuto doveroso avanzare una critica nei confronti di Marco Carta, mai troppo preciso tecnicamente? Nessuno ha pensato di rimproverare a Emma le sue interpretazioni urlate? Nessuno ha avuto il coraggio di invitare Annalisa e Alessandra Amoroso a farla finita con le lacrime, con il “vorrei dire tante cose ma non riesco perché mi emoziono“? Solo complimenti, lodi, applausi. Ed ancora meraviglia, gioia di essere lì e di poter interagire con quei giovani talenti. Ma il senso critico dov’è? La sensazione è stata quella di una giuria tecnica praticamente asservita al sistema defilippiano, pronta soltanto a twittare, a sorridere davanti alla telecamera e a complimentarsi con quei piccoli presunti eroi.