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Italia’s Got Talent 3, Maria De Filippi: “C’è la ricetta di tutto quello che è nazional-popolare”

 A Silvia Fumarola di Repubblica, Maria De Filippi ha commentato il successo mediatico ottenuto con i suoi quattro “gioiellini” che, ad oggi, non hanno deluso le aspettative degli spettatori e investitori (visti gli ascolti):

C’E’ POSTA PER TE

Con la mia società, Fascino, che è al 50 per cento con Mediaset, lavoro al contenuto dei programmi. Con C’è posta per te vado in onda da oltre dieci anni: lo spettatore sa che certe storie le trova solo lì. E devi investire: Julia Roberts non viene per la mia bella faccia, ma ci vuole la sorpresa oltre il pane quotidiano. Mi sono sintonizzata con l’umore del Paese: quest’anno le storie rispecchiavano la crisi, la richiesta della gente è quella di sentirsi rappresentata. E’ importante essere in sintonia con chi ti guarda da casa. Se mi fossi orientata unicamente sulle storie d’amore e non sulle difficoltà reali non sarebbe andato così bene.

ITALIA’S GOT TALENT

C’è la ricetta di tutto quello che è nazional-popolare: il momento in cui ridi, il talento di chi non ha mai la possibilità di esibirsi ma c’è sempre l’Italia rappresentata. Poi si crea un’alchimia grazie a Belen e Simone, conduttori giovani e belli, e noi giurati, che ci divertiamo. Ridiamo: della giuria cattiva la gente si è stufata, alla fine è un varietà.

SFIDA DEL SABATO SERA CONTRO BALLANDO CON LE STELLE

Una protagonista capace, Ballando con le stelle è un fior di programma, oltre 5 milioni oggi, con l’offerta che c’è, sono un risultato notevole. Avercene di trasmissioni che ottengono quei dati.

UOMINI E DONNE

Ha mantenuto lo stesso titolo ma è cambiato. Adesso il famigerato tronista viene una volta a settimana. Devi offrire quacosa di particolare. Una volta vinceva il filone – la tv del dolore, per esempio – oggi no. Lavori il doppio, fai più fatica: la trasformazione ha coinvolto anche Amici. Se fai la tv generalista non puoi sederti. Non puoi più dire: non c’è niente in tv, con tanti canali un’alternativa a te c’è sempre. Una volta potevi chiedere: datemi tregua, mi mettete nella giornata giusta? Oggi la giornata giusta non c’è. Con la crisi nessuno rischia, ma una trasmissione che inizia alle 21.10 non può durare tre ore. Mi auguro che torni la seconda serata: sarei felice che il prime time durasse fino alle 23.15. Se Rai e Mediaset si mettessero d’accordo ne guadagnerebbe anche la qualità.