Al settimanale Grazia, Marco Carta ha spiegato come è nata Ti voglio bene, uno dei brani più suggestivi di Necessità lunatica, che il giovane interprete ha dedicato alla mamma scomparsa tanti anni fa:
Ho raccontato ogni particolare del rapporto che avevo con lei all’autrice di questo brano. È il concentrato in tre minuti e mezzo delle cose più belle che mia mamma mi ha lasciato. Alcuni sono ricordi che possono apparire lievi, come quando mi ha insegnato a lavarmi la faccia. Altri sono regole di vita. Lei era eccentrica nel modo di vestirsi, non aveva paura di quello che pensava la gente: ho imparato a non temere il giudizio degli altri, a essere sempre autentico.
Motivi che l’hanno spinto ad abbandonare temporaneamente le scene musicali:
Avevo bisogno di dedicarmi a me stesso. È da quando ho 15 anni che vado a scuola e lavoro. Sono cresciuto in fretta e mi sono perso le esperienze che hanno fatto i miei coetanei. Mi sono preso cura dei legami affettivi, i miei due fratelli e il resto della famiglia a Cagliari, gli amici a Roma. Mi sono anche messo a fare sport ogni giorno: nuoto e palestra.
Oggi, Marco è profondamente cambiato come uomo:
C’è una canzone nel cd che potrebbe essere il mio biglietto da visita: Solo un ricordo ma immenso. Perché parla della voglia di ricominciare in modo positivo. È piena di fiducia nel futuro, per tutto questo ottimismo la potrei paragonare a Sono un ragazzo fortunato di Jovanotti. E, comunque, in ogni cosa che faccio sento il bisogno di mischiare sempre le carte, di rimettermi in gioco.
Il cantante sardo è single:
Sì, a volte penso che non potrei legarmi, in questo momento. Mi sento un po’… “salterello”. Però, magari, poi incontro la tipa giusta. Certo ce ne vuole perché mi innamori.
Le donne più importanti della sua vita?
Mia zia, la sorella di mia madre, e mia nonna. Loro hanno cresciuto me e i miei fratelli. Sono toste.