
Che Amici di Maria De Filippi non fosse più un talent show, né tantomeno una scuola televisiva, era ormai chiaro praticamente a tutti da qualche anno a questa parte. Ma la prima puntata del serale della undicesima edizione è stata davvero una sorpresa, in negativo. La sensazione – stiamo scrivendo a pochi minuti dalla fine della diretta – è stata quella di una grande abbuffata, di un eterno caos, di interminabili urla (insopportabile assistere a 4 ore di grida insensate), di quintali di ospiti e giurati capitati lì quasi per caso.
E’ mancato un filo narrativo. In verità è mancato Amici 11. Quello di stasera è stato un evento televisivo-musicale: 9 cantanti popolari – chi più chi meno – si sono esibiti e due di essi sono stati – temporaneamente – eliminati. Per il resto pesa nella lunga diretta l’assenza degli allievi dell’undicesima edizione: pochi di loro si sono esibiti, e soprattutto non ci sono mai stati pathos e tensione per quanto concerne la loro gara.
La produzione ha deciso per il momento di dare grande potere ai professori (che in realtà tali non sono – Zerbi cosa insegna? E la Maionchi?) ma non è stata in grado di rendere visibili al grande pubblico del sabato sera le dinamiche interne al corpo docenti. Esibizioni, sfide, giurie buttate lì quasi a casaccio, soltanto per far numero e quantità.
La virata in direzione show è naturalmente evidente e consapevole. I due interventi di Luciana Littizzetto non hanno deluso per qualità e divertimento. Ma resta da capire se davvero fossero necessari e pertinenti con il contesto. Belen Rodriguez non ha aggiunto nulla al programma (se non, forse, qualche punto di share).
In definitiva quel che ci appare doveroso sottolineare è che Maria De Filippi, alle prese nuovamente con il sabato sera di Canale 5, ha scelto di non rischiare. Ha optato per la noiosa liturgia pseudo-sanremese, ha cercato di creare un mini-evento televisivo per ottenere ascolti degni. Non ha dato fiducia al format del talent show (proprio quello che nelle scorse settimane è stato venduto in America e nel Regno Unito): ha messo in un angolo i nuovi talenti, puntando più sul sicuro, cioè sui big.
A margine ci concederete una riflessione nel merito della gara: provate a mettervi per un attimo nei panni di Ottavio. Un giovane cantante di buon livello – a prescindere dai gusti personali – che ha rischiato l’eliminazione per volontà di una nuotatrice e di un attore, il cui livello di conoscenza musicale non è noto a nessuno pubblicamente (ci sarebbe pure De Sica, il più competente nel canto, ma in questo caso ha premiato il foggiano). Cosa avreste provato voi a vedere frantumato un sogno in questa maniera?