Antonella Clerici: “Ho somatizzato la separazione da Eddy”

di Redazione 1

Antonella Clerici, che presto vedremo al timone del nuovo cooking show La terra dei cuochi, confida sulle pagine del settimanale Oggi che la separazione da Eddy Martens, padre di sua figlia Maelle, è stata così dolorosa da aver somatizzato con fortissimi dolori di stomaco.

Il malore che ho avuto in diretta alla Prova del cuoco nel novembre scorso non era una colica renale, come hanno scritto i giornali e come anch’io avevo pensato. Avevo dovuto abbandonare lo studio e mi avevano portato al pronto soccorso del Sant’Andrea di Roma. Sentivo un dolore terribile che, dall’addome, s’irradiava dietro, verso la schiena, sudavo freddo, ho temuto di svenire. In ospedale, mi hanno fatto ecografia e Tac, ma non risultava niente. Stando agli esami, sono sanissima. Andando per esclusione, ormai è probabile che sia stata dispepsia, un disturbo gastrico di origine psicosomatica, non riconducibile a una vera patologia, tipo ulcera o gastrite, ma scatenato da ansia, tensione o stress, da qualche emozione o problema che «fai fatica a digerire». Il dolore era così forte che lì per lì potevo pensare solo a una malattia.

Antonella stava attraversando un momento difficile:

Quella volta in diretta, era un periodo di normale superlavoro. Avevo La prova del cuoco tutte le mattine e Ti lascio una canzone il sabato, ma vivevo anche gli strascichi della separazione da Eddy, il mio compagno. Deve essere stato quell’accumulo di tensioni, perché sul lavoro sono una che va diritto al punto, e tiro fuori tutto. Nei sentimenti, invece, faccio fatica, sono più cauta.

La decisione di chiudere la storia con Eddy è stata molto sofferta:

A settembre, la separazione era una decisione presa, almeno razionalmente. Però al corpo non puoi nascondere nulla, perché reagisce e ti fa capire se hai scelto la strada giusta o sbagliata. Forse il fisico mi stava lanciando un segnale, mi spingeva a valutare bene. Io sono cresciuta in una famiglia “stile Mulino Bianco”, per me il fallimento di una famiglia è una sconfitta gravissima. Quando hai figli, poi, sai che ogni decisione riguarda non solo te: io avrei preferito che mia figlia Maelle avesse i genitori insieme per tutta la vita come li ho avuti io.

 

 

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