Grande Fratello 11, Graziano Cecchini tenta di entrare nella casa: bloccato

di Redazione Commenta

Spread the love

Ieri sera Graziano Cecchini, l’artista futurista noto per aver tinto di rosso Fontana di Trevi, ha tentato di fare un’incursione nella casa del Grande Fratello, per lanciare il comunicato/manifesto della Repubblica Futurista di Cinecittà (che trovate dopo il salto).

Il Grande Fratello stamane ha fatto sapere, via comunicato stampa, che il suo  tentativo d’incursione nella casa del GF è fallito:

E’ fallito il tentativo d’incursione a Grande Fratello da parte di Graziano Cecchini, già noto alle cronache per aver, tra le varie iniziative, colorato di rosso l’acqua della Fontana di Trevi . Ieri sera, poco dopo l’inizio della trasmissione, l’artista futurista si è introdotto negli uffici di Grande Fratello, ma è stato prontamente allontanato dalla sicurezza e dalle Forze dell’Ordine.

Ecco cosa voleva dire Graziano Cecchini:

“La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

Questa è un’occupazione temporanea della casa del Grande Fratello, una rivendicazione per il lavoro, una ribellione contro le inefficienze dello Stato e delle istituzioni locali.
Una rivendicazione CONTRO il concetto stesso del “Grande Fratello” dal quale questa trasmissione prende il nome: la limitazione della capacità di pensiero, creare uomini prigionieri di un “meccanismo” che non permette loro di coltivare la propria umanità intesa come capacità critica e culturale, appiattire le coscienze e demolire la moralità.
Noi non siamo qui per apparire, siamo qui per farci vedere e per farci ascoltare.
Perché, come Voi ci insegnate, in questa società dell’immagine si dà voce solo a chi si fa vedere.
E così noi, stasera, abbiamo deciso di farci ascoltare.
Sono decenni che sentiamo promesse mai mantenute; sono anni che il popolo viene costretto al sacrificio.
E’ ora di dire basta!

E Sì! Siamo costretti ad “usare” una trasmissione televisiva per poter avere voce, una voce che si alza dal popolo e che dice:

Basta a queste cosiddette trasmissioni televisive di intrattenimento!
Vuote, volgari, culturalmente inesistenti che sentiamo che NON CI RAPPRESENTANO.
Basta ai messaggi forvianti che queste trasmissioni evocano.
Basta allo sperpero del denaro pubblico! (Sì, perché anche quando queste vengono sponsorizzate da aziende private, la ricaduta del costo è sul prezzo del prodotto e quindi sempre sulle spalle del cittadino!)
Basta dare spazio solo a gossip e parolacce, solo al peggio che la natura umana può diventare.
Basta strofinarsi le mani, pregustando la prossima lite, la prossima porcheria detta… MAGARI!… in diretta!
Basta!
Gli italiani hanno tanta pazienza, ma non si può sopportare oltre il distacco di queste realtà con la vita di chi, il pane, cerca di guadagnarselo tutti i giorni!

Basta con i privilegi, i compromessi, la vendita della propria identità.

Qualcuno può considerare queste parole come populismo di poco conto… Purtroppo è la politica, la società di oggi che è populista. Sono le leggi del sistema che hanno ridotto a tutto questo le serate degli italiani.Ma nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia sarebbe bene ricordare come nacque questa Repubblica: partendo sempre da piccoli focolai via via sempre più forti, dal Risorgimento in poi. L’insofferenza, l’insoddisfazione e la stanchezza, quando sono reali, superano qualsiasi barriera e si fanno sentire. E trovano il modo di farsi vedere!Per questo, noi cittadini comuni, ma non meno importanti di chi in televisione appare senza merito alcuno, invitiamo il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, qui a Cinecittà… ma non agli Studi Cinematografici di Cinecittà…. No, perché ormai sono stati distrutti anche quelli, né qui in questi studi prestati a trasmissioni vuote e diseducative. No, noi invitiamo il Presidente qui, nelle strade subito dietro gli Studi e il Centro Commerciale, per ricordare insieme la lezione di Antonio Gramsci e lo stato sociale della Carta del Carnaro.
Venga a vedere i quartieri di Roma che non gravitano intorno ai palazzi del potere. Venga a vedere come sono ridotti!
Ci sono quartieri che voi, amministratori italiani e romani, non vi siete mai sognati di visitare!
Qui c’è’ un’altra Roma.
Altro che Unità d’Italia!
Venga Signor Presidente, venga a vedere con i suoi occhi come il popolo che Lei rappresenta è trattato da gestioni politico immobiliari truffaldine.
Troppo impegnati a mangiare l’uovo oggi, i sindaci che si sono succeduti al Campidoglio, da Rutelli ad Alemanno, si sono mangiati anche la gallina di domani!
Roma non è solo feste e lustrini. Roma non è appiattimento della moralità. Roma non è solo gossip. Roma e l’Italia sono altro!
E’ il mondo culturale e artistico che lo chiede: l’Italia deve ricominciare a fare cultura, riappropriandosi della propria identità che non è “apparire, dunque esisto”; è Storia, è Arte, è Cultura. E’ il senso vero della Repubblica: la Res Publica!

Noi Rivendichiamo :
i diritti inviolabili dell’uomo che hanno alla base la libertà, la dignità dell’uguaglianza tra i cittadini, il diritto ad un lavoro sicuro e dignitoso, la meritocrazia come unità di misura, una moralità che non permette di arricchirsi vendendosi al miglior offerente.
Noi rivendichiamo il diritto all’eccellenza della cultura italiana che non si identifica con 4 imbecilli analfabeti che pensano di meritarsi (!!!) ricchezze e onori per aver mostrato il peggio che la natura umana può dare.
Noi chiediamo investimenti per poter rialzare la testa e dare forza alla ricerca, allo studio, alla cultura, all’arte.
Noi chiediamo una democrazia trasparente, etica, libera e meritocratica.
Noi chiediamo vivibilità nelle nostre città, possibilità di investimenti, di crescita.
Noi diciamo basta ai tagli di un geometra delle finanze, noi chiediamo di credere in una Italia che ha la capacità millenaria di creare cultura e prodotti eccellenti.
Noi rivendichiamo il diritto di avere un futuro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>