‘Hos in a House: Intoxication Edition. La vita dei ragazzi americani sotto spirito

di Redazione 1

Altra piaga sociale messa in bella vista in questo show che altro non si poteva chiamare se non The Real World, ovvero il mondo reale, senza schermi, senza abbellimenti. É ovviamente la locandina delle serie di questa stimata branca della “H in H”: dalla prima nel 1992 a New York, la qualità degli spettacoli è precipitata come è aumentato il numero di bottiglie di succo di mele Pucker trovate per caso e lasciate in giro in cucina.

Sia che il pericolo della causa dell’alcol sia auto-infliltta (come nel caso di Ruthie in Hawaii nella foto) o che sia il risultato di una rissa da bar (come Danny di Austin con una mascella spaccata) ci fa riflettere bene prima di buttare giù quella tequila. Certo è che le emozioni forti che ci propinano i produttori del canale Mtv hanno dato una forte spinta propulsiva verso un successo quasi inaspettato.

Se poi scopriamo che gli stessi protagonisti del programma hanno scoperto da poco che ogni persona ha un diverso livello di tolleranza verso gli alcolici, allora saremo tutti d’accordo che questo è davvero troppo. Ma loro sono fatti così, o si odiano o si amano, anche con i loro (grandi e a volte incredibili) difetti.

Allora non c’è da stupirsi se un tale di nome Preston non si faccia molti scrupoli a fare i bisogni come un cane sullo spazzolino di Ryan, senza contare gli scherzetti con la biancheria intima ecc.

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