
A distanza di un anno circa (qui trovate il post) siamo tornati ad intervistare Raffaele Tizzano, conduttore radiofonico e Vj noto soprattutto per aver partecipato alla quinta edizione di Amici di Maria De Filippi. Ballerino osteggiato da Steve La Chance e difeso da Garrison, ha scoperto proprio durante quell’avventura la sua propensione alla conduzione. Attualmente si intitola Saturday Village il nuovo programma da lui presentato e in onda fino a settembre sul canale musicale Play.me (visibile in tutta Italia sul digitale terrestre, ch. 68) ogni sabato dalle 16 alle 18.
Gli ospiti scelti per il tuo programma (da Giuseppe Giofrè a Gerardo Pulli, da Francesco Mariottini a Tony Maiello o Nevruz) sono tutti, o quasi, legati ai talent show. E’ un caso o c’è un motivo preciso?
Lavorando a questo programma anche come autore, ho voluto dare a questo programma un taglio ben preciso. Non è un caso che ci siano così tanti ragazzi dei talent show: il programma è giovanile e vuole proporre interviste al pubblico giovanile e quindi ai più amati dal pubblico giovane. Non a caso all’interno del programma c’è Cioè che si occupa spesso dei personaggi dei talent show.
Saturday Village cosa ha di diverso rispetto ad esempio a Summer in Music on the road che conducevi l’anno scorso su Canale Italia Musica?
Saturday Village è un programma vero e proprio, è un format. Summer in Music on the road era un programmino di intrattenimento che girava l’Italia. Invece quest’anno siamo in uno studiotto costruito dentro il villaggio Le Dune a Sperlonga. All’interno di questo programma ci sono molte più rubriche; è molto più articolato, è molto più ricco, più complesso.
Il passaggio da Canale Italia Musica a Play.me come lo hai vissuto?
L’ho voluto io fortemente. Seguivo molto Play.me; io seguo molto la televisione e mi piace farla. Ho rotto molto le scatole a Play.me in modo tale che iniziassero a credere a questo progetto e mi hanno dato la possibilità di mandarlo in onda. Prima lo hanno valutato… devo dire la verità, sono molto fiscali e severi.
Che genere di musica ascolti solitamente?
Come per la tv, anche della musica seguo un po’ tutto. A me piace molto il pop o commerciale, però volendo fare l’autore come lavoro devo cercare di capire cosa piace al pubblico. Nel programma non posso mettere solo quello che piace a me; non lo seguo solo io o solo chi ha i miei stessi gusti. Infatti Saturday Village ha una Top Ten Song Week a tema per ogni puntata: rock, pop e così via. Diamo spazio un po’ a tutti i generi.
Qual è il tuo modello di conduzione televisiva, il tuo punto di riferimento?
Il mio punto di riferimento è Maria (De Filippi, Ndr). Lei mi ha trasmesso l’amore per la conduzione ma soprattutto mi ha trasmesso il valore di rispettare il pubblico sempre e comunque. E poi lavorare con dedizione perché non si sta proponendo qualcosa non a chiunque, ma al pubblico. Chi fa televisione o chi come me cerca di farla deve ringraziare il pubblico che sceglie di guardarti facendo un bel lavoro. Poi, naturalmente, ho altri punti di riferimento: la mitica Raffaella Carrà. Però a livello di stile di conduzione cerco di portare me stesso, cerco di non cadere nella trappola del copione, ma di essere così come sono nella vita reale. Posso piacere, posso non piacere.
A proposito della Carrà, l’anno scorso mi dicevi che il tuo sogno sarebbe stato quello di intervistarla. Ci hai provato, hai cambiato idea o cosa?
Il mio sogno è sempre Raffaella, ma sinceramente non ci ho mai provato perché non credo mi consideri più di tanto.
Qual è il tuo rapporto con il web?
Molto forte, io credo molto nel web. Ho voluto far parte di Play.me, almeno per questa edizione di Saturday Village perché il futuro non si sa, perché è un multi canale ed è una delle prime televisioni ad avere, oltre alla diretta streaming sul sito, la diretta tv su facebook.
Hai mai avuto, anche rispetto ai mesi passati, qualche rimorso per aver invitato qualche ospite con cui poi non ti sei trovato bene? Se vuoi il nome puoi anche non dircelo…
Io ti direi il nome molto volentieri se lo avessi, perché non ho peli sulla lingua. No, nessun ospite, finora, mi ha deluso o è stato scocciante. Io l’ospite, quando arriva nel mio programma, cerco di trattarlo con i guanti, come faccio nella mia vita privata. Forse per questo non hanno avuto l’occasione di essere poco carini con me.
Con Andrea Dianetti, attore della tua edizione di Amici, hai avuto contatti negli anni seguenti? L’anno scorso mi dicevi che son pochi gli ex tuoi compagni di talent con i quali hai ancora rapporti…
Andrea non lo sento da tantissimo tempo; spero che lui stia facendo delle cose che lo rendano felice. Ieri sono stato fino alle tre di notte a parlare al telefono con Luana Guidara con la quale non mi sentivo da un po’. Con qualcuno il rapporto è rimasto; ad esempio con Rita Comisi, alla quale sono stato vicino col cuore e col telefono per la sua gravidanza, non potendoci essere fisicamente.
Hai visto l’ultima edizione di Amici? Chi ti ha colpito?
Sì, l’ho seguita. Io le segue tutte, seguirò anche la prossima. Ho sentito Luca Zanforlin – che avrei avuto piacere ad avere mio ospite a Saturday Village ma lui non era in Italia quando abbiamo registrato la puntata in questione – e gli ho fatto i complimenti. A me è piaciuta la nuova edizione, con questo nuovo meccanismo; un rinnovo totale; mi è piaciuto il fatto di riprendere ex di Amici per fare un mini Sanremo. In tanti dicono ‘non è più l’Amici di una volta’, ‘è diverso’, ma questo perché per la prima volta è andato in onda di sabato sera. Amici credo sia riuscito a dare il meglio di sè, nonostante sia andato in onda di sabato.








