Selvaggia Lucarelli respinge le accuse: “Contro di me la macchina del fango”

Selvaggia Lucarelli, accusata di sottrazione illecita di foto ai vip,  non ci sta e l’indomani della diffusione di alcune intercettazioni telefoniche si difende con una lunga lettera a Dagospia in cui si dice vittima della macchina del fango. Ecco le parole della giornalista:

La macchina del fango e’ qualcosa di cui avevo sentito parlare, ma ne sottovalutavo senso e potenzialità. Sono, nel procedimento di cui parlano tutti i siti e giornali, l’indagata meno coinvolta e di cui c’è meno materiale negli atti (una manciata di sms in 600 pagine forse, nessuna mail di parti lese entrata in mio possesso, nessun abuso informatico nonostante intercettazioni lunghe e sequestri di qualsiasi dispositivo.) Sono indagata perché mi sono vista arrivare da un amico delle foto di un compleanno della Canalis. Non me le procurai illegalmente e non chiesi soldi. Non sono mai stata una che ha fatto affari col gossip, non ho mai neanche voluto lavorare con le riviste di gossip se non per pochi mesi in un paio di queste secoli fa. Lavoro con quotidiani dal 2003, in cui scrivo di tutto. Oggi sul Fatto parlo di editoria per dire. Mi diverte commentarlo il gossip e analizzare il costume, le notizie non sono mai state il mio pane. In 600 pagine di documenti, c’è tra i pochi sms che mi riguardano (escono solo i miei. Come mai?) , un sms in cui dico a chi mi aveva mandato le foto della Canalis, “per fortuna che non ho chiesto soldi altrimenti facevo una figura di merda”. Un sms intercettato, agli atti e ignorato, chissà come mai, da tutti i giornalisti. Macchina del fango e’ ignorare questo sms con accuratezza, attribuirmi sms che non ho mai mandato ma ricevuto da un altro indagato tipo (“Mara e’ noiosissima, le foto Clooney spettacolari) con cui si sono fatti titoloni e pubblicare l’sms “voglio tutti gli scheletri di Mara in fila” come se fosse una frase seria o come se poi questa frase avesse avuto conseguenze di alcun tipo (mai scritto di Mara o dato notizie). Mara ha letto tutto all’epoca ed è stata così gentile da invitarmi anche a Domenica in a presentare il mio libro e a non querelare . Non ho mai visto la sua posta e non sono entrata nel suo account, come non sono MAI entrata in quello di tutti gli altri, Canalis compresa, sulla quale infatti non ho mai fatto mezzo scoop in vita mia. Macchina del fango è scrivere che volevo aprire un blog, in quel periodo, per metterci materiale rubato perché in un passaggio dico voglio aprire un blog, ho un sacco di notizie. Io pensavo di aprire un blog e di farmi aiutare da persone che ogni tanto negli anni mi avevo dato notizie come questo mio amico e altre decine di amici come milioni di persone al mondo, che è diverso, non vedo il reato. Macchina del fango e’ scrivere che io accedevo a posta altrui o a un file condiviso tramite password “autogrill” (il giornalista che lo ha scritto sarà querelato) quando negli atti e’ chiaro e specificato che io ero estranea a questa attività (ma che in parte si suppone ne fossi al corrente, che è molto diverso, tant’è che larga parte dell’indagine non mi riguarda ma per i giornalisti pare io sia il centro di tutto ) Macchina del fango è scrivere articoli dicendo che l’affare si ingrossa perché i nomi coinvolti e spiati sono anche Perego, Emanuele Filiberto, Bettarini, Toniolo, Virzì… con mie foto a corredo senza però spiegare che questa e’ roba che non mi sfiora neanche, perché trovata nel computer di altri. E che non si incrocia con me neanche per sbaglio, visto che non ho mai letto la loro posta e non li ho mai nominati con gli altri indagati neanche chiacchierando) . Macchina del fango è dire che c’era un’attività compulsiva di spionaggio mettendomi nel calderone. Ho ricevuto delle foto della canalis una volta (senza tra l’altro averle mai chieste e sollecitate, perché non sapevo neanche che ci fosse stata una festa) e chiesto a un mio amico se aveva da darmi notizie sulla Venier , “monitoriamola” e quindi? ) , senza poi averne di nessun tipo e lasciando cadere la cosa in 5 sms alcuni dei quali ironici. (una volta anni fa il mio amico mi disse anche che la Joahnsson divorziava e io scrissi a Perez Hilton, riportai la cosa sul mio blog, solo che era già uscito su tmz, wow, una macchina da soldi proprio) Questa sarebbe l’intensa attività di spionaggio che mi riguarda. Patologica proprio. Foto canalis ricevute, qualche sms su Mara Venier e l’intenzione di aprire un blog dicendo che ho anche cose di politica interessanti. (non ricordo neanche più a cosa alludessi ma nessun politico entra in questa storia quindi non si capisce questo cosa c’entri con l’indagine e perché dovessi aprire un blog se facevo affari vendendo foto e notizie ai giornali, bah) Questo è tutto e su 600 pagine di inchiesta. Credo che analizzando telefono e computer di qualsiasi giornalista risulterebbe un’attività più intensa di richiesta notizie a destra e a manca con chiamate a persone di cui non penso si conoscano attività e file salvati nei computer . Macchina del fango è scrivere che puntavo ai soldi quando non ho mai fatto un euro vendendo foto o notizie ( i direttori di tutti i giornali di gossip non mi hanno mai vista in vita loro per questo genere di cose), saltare a piè pari l’sms in cui dico che NON ho chiesto soldi e la parte dell’atto in cui la signora Fontana dichiara che Signorini e Borgnis le hanno spiegato che i soldi li chiese l’agenzia Romapress di cui non sono socia e con cui non ho mai intrattenuto affari.
Questa inchiesta non è nemmeno così complessa come sembra. Basterebbe, quando si studiano degli atti, non estrapolare solo quello che torna comodo per gettare merda addosso al più noto degli indagati o a quello che sta più sulle palle o non pubblicare solo quello che qualche legale di qualche parte lesa ha interesse a vedere sui giornali per influenzare l’opinione pubblica e distinguere i due filoni dell’inchiesta, ovvero Canalis e abusi informatici, che dai miei computer non risultano MAI essere stati commessi. Lo dicono gli investigatori informatici che hanno rivoltato i miei computer come pedalini, non io. Basterebbe, quando si parla di cose e nomi che non mi riguardano, non tirare dentro me. Basterebbe, ma naturalmente non renderebbe sufficientemente satolli i giornalisti che non vedevano l’ora di divertirsi un po’ con me per questioni varie ed assortite.
P.s.
Una che mette in piedi un’attività di hackeraggio spia due soubrette, non politici, giornalisti, imprenditori? Sarei davvero un hacker molto, molto sfigato, tra l’altro. Se davvero avessi avuto voglia e capacità, avrei fatto di meglio, credo. Odiatemi pure, ma non sottovalutatemi.

Vedremo nelle prossime settimane come si evolverà il processo.

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