Uomini e Donne, Karim Capuano: “Quando ho avuto l’incidente non ero ubriaco”

di Sara Bianchessi Commenta

Karim Capuano , dopo l’incidente che l’8 aprile scorso lo ha fatto  finire in coma e ha tenuto a lungo con il fiato sospeso le persone che gli vogliono bene,  si è fortunatamente ripreso. Oggi l’ex tronista di Uomini e Donne sta bene, non ha perso la sua grinta e racconta cosa è successo quel giorno.In auto con Karim al momento dell’incidente c’era il fotografo Remo Angeloni. L’ex tronista parla di lui in un’intervista al settimanale Nuovo:

D’istinto ho protetto Remo buttandomi su di lui e attenuando con il mio corpo la violenza dell’impatto.

Karim coglie l’occasione per togliersi qualche sassolino dalle scarpe:

Ho trovato schifoso che, dopo l’incidente, i giornalisti, pur di avere uno scoop, abbiano sostenuto che ero ubriaco al volante. Che gente è? Approfittano di chi è in un letto d’ospedale e non può difendersi? Avevo lo 0,7 per cento di alcol nel sangue in più rispetto al consentito ma prendevo la propoli per la gola, quattro volte al giorno come mi aveva consigliato il farmacista. Ho scoperto solo dopo, leggendo la composizione dello spray che utilizzavo, che quel medicinale con la propoli ha un tasso alcolico del 72 per cento. Sono state tolte molte multe a persone che la utilizzavano, proprio per questo motivo.

Capuano aggiunge:

Non si può distruggere la vita di una persona. Ci vuole rispetto. Molti di quei giornalisti erano miei amici. Andavamo in palestra insieme. Che razza di persone sono? Se fossi morto, non mi sarei potuto difendere.

L’ex tronista si sente rinato:

Il mio grande amore adesso è il cinema. Per un figlio poi c’è tempo, sono ancora bimbo io. E’ come se avessi un anno. Non festeggio più il compleanno il 16 dicembre, ma mi sento come se fossi nato l’8 aprile 2011, il giorno dell’incidente. Fatemi capire prima, e di nuovo, come va la vita. Anche il medico che mi ha curato me lo ha detto: “Il Karim che conoscevi non tornerà più”. In fondo mi davano per spacciato. Poi, il Venerdì Santo le cellule cerebrali hanno cominciato a dare degli impulsi e il giorno di Pasqua mi sono svegliato.

Karim ha capito quanto sia importante la vita e  si sente un miracolato:

I medici hanno parlato di un miracolo. Io ho fatto il giro del cielo e sono tornato a casa.

Capuano vorrebbe tornare al lavoro, magari nel cinema. Sta facendo dei provini e ha anche scritto un film sulle donne. Senza dimenticare la passione per la musica. Ma il suo più grande desiderio è uno solo:

Tornare a essere felice. L’esperienza del coma non aiuta certo a essere positivi. In più, in molti mi hanno dato dell’ubriacone mentre, in verità, io ho salvato la vita a una persona e poi i medici mi hanno bucato la testa per far scendere la pressione sul cervello causata dalla botta. Sono cose difficili da dimenticare, ci vuole tempo.

Noi gli auguriamo di ritrovare presto la serenità e di godersi la seconda possibilità che il destino gli ha regalato.

 

 

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