Vladimir Luxuria a Verissimo sul recente arresto a Sochi 2014

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Vladimir Luxuria è ospite di Verissimo quest’oggi: nel salotto di Canale 5 insieme a Silvia Toffanin, l’ex parlamentare racconta la sua disavventura ai Giochi Olimpici di Sochi 2014, dove si è recata per protestare contro la legge russa che vieta la propaganda gay.

La scorsa domenica 16 febbraio Vladi è stata trattenuta in caserma per ben tre ore dopo esser stata fermata per un cartello, Gay è Ok: una volta rilasciata, lunedì 17 febbraio, l’ex deputato è tornata più agguerrita che mai al Parco Olimpico vestita con i colori dell’arcobaleno per proseguire con la sua battaglia:

La seconda volta che mi hanno fermata ho avuto veramente paura che mi picchiassero e mi mettessero in carcere.

Con il mio regolare pass, ho superato il tornello per andare a vedere la partita di hockey. Appena superata la barriera, ho iniziato ad urlare essere gay è ok e sono stata circondata da dieci persone, chi in divisa chi no, che mi hanno fermata e strattonata.

A causa dei tacchi che portavo sono caduta e loro, per fare veloce, mi hanno rialzata dalle spalle, una spalla mi fa ancora male. A quel punto mi hanno caricata, con Pio e Amedeo delle Iene in auto. Mi hanno tolto il pass e, dopo un po’ hanno fermato l’auto e ci hanno buttato giù, in piena campagna.

Silvia Toffanin le chiede cosa abbia provato in quel momento:

Ho avuto veramente paura. Me la sono fatta sotto. Infatti quando la macchina è ripartita e ci hanno lasciato lì, ho tirato un sospiro di sollievo. Mi tremavano le ginocchia, ho anche pianto.

Alla fine, siamo riusciti a spiegare all’Unità di Crisi dove eravamo e sono venuti a prenderci. Ci hanno scortato fino al posto di polizia e lì i poliziotti mi hanno impedito di rilasciare interviste.

Il giorno dopo, l’ex parlamentare è rientrata in Italia e le sarà difficile poter tornare in Russia:

Ora sono persona non gradita in Russia. Mi spiace perché è un paese bellissimo, ma credo sia complicato ottenere nuovamente il visto per tornarci.

Sono grata alle Iene per l’opportunità che mi hanno dato. Io combatto per le mie battaglie e sono felice che miei fratelli gay e le mie sorelle lesbiche russi, mi abbiano ringraziata per essermi ricordata di loro.

 

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