
– Il mio migliore amico è la droga.
– Bravo Gigetto.
Fino a quando le battute si concentrano sui capelli di Valerio Scanu, fino a quando “Maria, mi scappa la cacca“, finché Mara Maionchi è la nonna, si può accettare tutto. Ma che Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio, I soliti idioti, offrano uno spettacolo del genere è davvero inspiegabile. Non che sui due comici di Mtv noi ponessimo speranze particolari: che potessero realizzare gags perdibilissime era nostro presentimento (Festival di Sanremo docet) Ma stasera, noi crediamo, è stato superato ogni limite, ogni decenza.
Cantare, sorridendo come nulla fosse, “le siringhe usate, l’eroina, le canne, la il crack, la cocaina, l’lsd” (mescolando tutto a casaccio), urlare con fare scanzonato che la droga è “il mio miglior amico” nella prima serata del sabato nel corso del programma più visto in televisione in quella fascia oraria non ci è parsa una buona idea. Anzi è stato qualcosa di insensato, di insipido e di inspiegabile (i giornalisti presenti nella giuria tecnica sono rimasti tutti affascinati dalla straordinaria comicità dei due?)
Il problema reale è che Gigetto e Niccolò, gli adolescenti messi in scena da Mandelli e Biggio, non solo hanno fatto ridere poco, ma sono stati del tutto fuori contesto: un talent show seguito da giovani e giovanissimi, un programma che talvolta (quando conviene) si autodefinisce scuola, un prodotto per la tv commerciale e generalista.
Ridere della droga, così, con questa superficialità, senza una minima spiegazione, con tanto di “bravo” pronunciato dalla padrona di casa, da zia Maria, è altamente pericoloso. La satira non c’è. Il significato nascosto ma percepibile non c’è. La morale e la lettura antifrastica non ci sono. Resta solo, inspiegabile, l’apologia delle droghe.