Ballando con le stelle 8, Milly Carlucci: “Noi non usiamo un centesimo del canone”

Nella prima parte dell’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Milly Carlucci ha risposto alle polemiche sui cachet stratosferici pretesi da Bobo Vieri e Gianni Rivera:

Alla richiesta del consiglio di amministrazione noi abbiamo risposto come sempre “obbedisco”: siamo i soldati di quest’azienda. Io mi immagino che in qualunque azienda il cda riguardi i conti e poi dica: tagliamo qui ma facciamo di là, e non si scatenano bufere per non andare a intaccare l’immagine del prodotto che poi si deve vendere. Noi alla fine siamo come un’industria: dobbiamo vendere un prodotto.

La popolare conduttrice ci ha tenuto a precisare che il suo programma non va ad intaccare il bilancio della tv di Stato:

Noi non usiamo un centesimo del canone, noi siamo un programma che serve, come altri, a fare cassa. I prodotti che fanno cassa sono quelli che mantengono tutti gli altri che fanno servizio pubblico. Quanto più un personaggio è appetibile tanto più questo personaggio attrae pubblico e investitori. Noi quest’anno siamo già stati venduti non solo per le pubblicità ma anche per le telepromozioni e la vendita è stata fatta sugli ascolti dell’anno scorso e sul cast che ha convinto gli investitori. Con un cast di nomi da pomeriggio non credo che gli investitori avrebbero fatto carte false.

Ha, quindi, chiosato:

Noi vendiamo un sogno, la gente non deve avere la sensazione del limite economico quando accende il televisore. Fiorello è l’ultimo esempio di investimento virtuoso che ha fatto la Rai: soldi ben investiti perché hanno riacceso una rete, un’azienda, hanno riportato sulle prime pagine una Rai che stava diventando uguale a tutto il resto. Come lo fai questo se non con lo splendore? Non credo che tu possa produrre automobili di prima qualità tagliando su tutto, perché si vede. Se no diventa come la Trabant: era fatta di cartone pressato ma così valeva: come cartone pressato.

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