Emma Marrone: “Ero una ribelle, ma a scuola andavo bene”

Come era Emma Marrone da adolescente?

Un po’ ribelle e diversa rispetto alle compagne: a rivelarlo è la stessa coach (ed ex concorrente di Amici) nel corso di un’intervista pubblicata sul numero di dicembre del celebre Rolling Stone.

 

Ero un po’ ribelle, un po’ diversa dal canone delle ragazzine del tempo in Salento. Il piercing, i tatuaggi, i capelli di mille colori… Poi frequentavo solo musicisti e band con cui suonavo. Gente che era ancora più strana di me. Non andavo in villa, allo struscio. Ero sempre chiusa in una cantina o in un pub, a suonare o a sentire suonare gli altri. Al Sud si nota ancora di più quando sei diverso, nell’accezione positiva. Io volevo fare musica, volevo cantare, ma non pensavo di farne un lavoro. Facevo la commessa, facevo la cameriera….

Ha raccontato la cantane svelando anche come ha capito di voler far musica.

Un mattina mi sono svegliata e ho detto: io voglio fare la cantante famosa. Anni? Non pochissimi. Ci ho messo un po’. Sapevo che non bastava avere la voce. Ho aspettato per questo. 

E a sorpresa rivela anche di essere stata arrestata quando frequentava la scuola.

Facevo il liceo classico, ero rappresentante di classe e di istituto. Una leader? Boh, sì. Però non facevo la figa. Mi interessava davvero tutto quello che succedeva, mi sembrava che tutto mi riguardasse. Ho sempre avuto una certa sensibilità sociale. Mi caricavo il mondo sulle spalle, come si dice. E stavo lì a cercare soluzioni. Me la cavavo comunque a scuola. Ero una ribelle, ma a scuola andavo bene. Una volta la polizia mi arrestò per un picchetto. Avevamo fatto occupazione, ma non era solo colpa mia. La preside mi ha salvato. Certo, entrare al liceo insieme alla polizia… Però ero precisa.

A cambiarla positivamente è stata proprio la scuola di Amici.

Sapevo che c’erano molti pregiudizi nei confronti di quel tipo di trasmissioni, venendo da un background in cui la musica era vista in modo completamente diverso. Mentre facevo Amici non mi rendevo conto di quello che sarebbe successo. A me importava solo di poter cantare dal vivo davanti a 5 milioni di italiani. Mi ha cambiato la vita. Era il 2010. Sono solo 5 anni fa, sembrano vent’anni… Ancora oggi mi capita di svegliarmi al mattino e non crederci. Non do per scontato il fatto di essere qui, però è come se avessi programmato tutto quello che volevo essere.

Ha concluso la cantante soddisfatta del suo fortunato momento lavorativo.

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