Grande Fratello, gli autori: “Non manipoliamo niente”

di Redazione Commenta

Ogni edizione del Grande Fratello porta con sè le polemiche sulle presunte manipolazioni messe in atto dagli autori del reality nei confronti dei concorrenti e delle relazioni che tra essi si instaurano. Quest’anno alle solite parole si sono aggiunte anche quelle di alcuni concorrenti, che appena usciti dalla casa (o stando ancora all’interno, come Rudolf) si sono scagliati contro il programma stesso. Andrea Palazzo, autore del Gf dal 2000, ha replicato a tutto ciò tramite la pagine di Visto:

Come potremmo pensare di scrivere la sceneggiatura di un programma per dodici anni di fila e fare in modo che resti segreta? È un’ assurdità. In verità già dai provini cerchiamo di conoscere subito chi abbiamo di fronte, cosa passa nella loro testa, qual è il loro carattere e cosa nascondono. Poi, nel corso delle puntate, facciamo vedere loro i filmati che arrivano dall’ esterno, o comunque quelli che servono per accendere il confronto tra i concorrenti e le discussioni.

In merito alle accuse di manipolazione:

Non manipoliamo niente, i filmati sono un riassunto di ciò che è accaduto nel corso della settimana, oppure sono situazioni che si sono create all’ esterno. Niente di più. Da parte nostra non c’è nessuna intenzione di mettere in cattiva luce qualcuno o, viceversa, di valorizzare altri. Per noi i ragazzi sono tutti uguali, perché li abbiamo scelti tutti con le stesse modalità.

Infine, da qualche anno a questa parte, ulteriori polemiche si sono sollevate per la questione dei nominabili:

Anche questo non è un modo per manipolare il programma, ma con questi sistemi cerchiamo di stimolare chi tende a nascondersi senza tirar fuori la propria personalità. Spesso molti dei ragazzi, quando vengono ai casting, sono esaltati anche perché probabilmente hanno seguito fin troppo le edizioni precedenti del programma. Poi, quando entrano in casa, spariscono. Con il sistema dei “nominabili” vogliamo dare il segnale che i provini non finiscono quando si oltrepassa la porta rossa.

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