Grande Fratello, Sergio Volpini: “Quanti pregiudizi su di me, mi hanno ingabbiato in un personaggio”

di Redazione Commenta

Sergio Volpini racconta la sua vita dopo il Grande Fratello. L’ottusangolo, che ora ha abbandonato il mondo dello spettacolo e scopre nuovi talenti nella moda, ripercorre gioie e dolori della popolarità.L’ex gieffino, in un’intervista al settimanale Di Più, racconta:

L’episodio che mi fece capire che dovevo abbandonare la nave prima di schiantarmi sugli scogli risale al 2006. Fu un episodio per me dolorosissimo, determinante. Avevo sostenuto un provino per un film. In quell’occasione portai il monologo dell’attore Edward Norton nella scena più importante del capolavoro cinematografico La venticinquesima ora. Al regista piacque molto quella interpretazione e mi disse che il ruolo sarebbe stato mio. Ma quando venne interpellato il produttore, lui rispose senza pensarci un attimo, quasi stizzito: Volpini, l’ottusangolo? Ma siamo impazziti, non è credibile per il personaggio che deve interpretare. Ci rimasi malissimo, allora capii che nella vita c’è un limite che non i deve mai superare.

All’uscita dalla Casa tutto procedeva alla grande:

Il mio nome era molto richiesto nei locali e nei programmi televisivi. All’inizio no, ma con il tempo ho capito che, mio malgrado, dentro la Casa ero diventato un personaggio. Merito della Gialappa’s e di quel soprannome che era diventato il mio marchio di fabbrica. Ormai ero più famoso come ottusangolo. Mi divertivo, ero pieno di donne. E i guadagni di quel primo anno rendevano tutto ancora più facile. I miei compensi di una serata equivalevano allo stipendio mensile di un impiegato. Poi, però, dopo nemmeno due anni tutto iniziò a rallentare. E di molto. Anche per quanto riguardava i soldi.

Volpini voleva liberarsi del personaggio che gli era stato costuito addosso:

Tra il 2003 e il 2004 capii che era finita la mia preistoria. Non volevo più rimanere ingabbiato in quel personaggio, dovevo liberarmene. Iniziavo a essere insofferente. anche nei confronti del pubblico. Non accettavo più gli insulti delle persone che mi chiamavano ottusangolo, aggiungendo epiteti irripetibili. Prima ci ridevo su, facendo finta di niente. Poi ho iniziato a dire basta. Anche perché in un paio di occasioni, durante dei concerti rock, venni anche picchiato. E sa perché? Solo perché ero stato un concorrente del Grande Fratello e ad alcuni risultavo antipatico.

Sergio parla del suo lavoro lontano dal mondo dello spettacolo:

Metto in contatto un’azienda straniera con prestigiosi marchi italiani. Procuro contatti e contribuisco a scoprire talenti nel mondo della moda. Sono spesso in viaggio, ma la mia base resta Sirolo. Per un solitario come in fondo sono io, per uno che ama il mare, è il posto ideale in cui vivere.

In fondo si può trovare la serenità anche lontani dalla Tv.

 Fonte| Via Leggo

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