La pupa e il secchione 2 criticato da Aldo Grasso:”Il trionfo della rassegnazione”

di Redazione 1

Rassegnazione, mancanza di leggerezza, comicità di grana grossa: sono queste le parole che Aldo Grasso spende per parlare de La pupa e il secchione 2:

«La pupa e il secchione» gioca pesantemente su due versanti: l’abissale ignoranza delle ragazze e l’inesperienza sessuale dei ragazzi. Lo fa con molto cinismo (il cinismo è la crudeltà dei delusi: non possono perdonare alla vita di aver ingannato le loro certezze), l’ultima risorsa della famosa superiorità morale della sinistra, qui rappresentata dal capo progetto Simona Ercolani, da Claudio Sabelli Fioretti e dall’imbucata Alba Parietti. Lo fa con il pesante moralismo destrorso di Platinette (la «vecchia zia» si esalta sempre nei propositi morali: per non saper affrontare i suoi demoni ci infligge i suoi angeli) che fa imbestialire Vittorio Sgarbi, condannato all’ergastolo televisivo. Su tutti, l’inquietante silenzio di Angela Sozio, la rossa del GF, già attivista di Forza Italia, già ospite di Villa Certosa.

Il critico del Corriere della sera nella sua rubrica A fil di rete conclude:

È una comicità di grana grossa quella della trasmissione, ridicolmente riscattata da una voce fuori campo che fa il verso a «Desperate Housewives». Una comicità priva di grazia, di leggerezza, di spirito. «La pupa e il secchione» è il trionfo della rassegnazione: salvo i concorrenti, sono tutti rassegnati. Anche noi. Rassegnati a Papi, rassegnati a Paola Barale, rassegnati a questa tv.

Concordate con le riflessioni di Grasso? Prima di vedere il reality di Italia 1 vi aspettavate forse delle scene differenti?

Commenti (1)

  1. come non concordare con grasso….se tolta la parte del mercoledì…..quella in cui si vede del buon pelo….è un programma penoso. papi è viscido

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