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Luca Jurman: “I talent dovrebberero riconoscere, crescere e far maturare un talento. Ed invece…”

 Intervistato dalla rivista Setweb in occasione dell’uscita del suo libro Vocal Classes – L’evoluzione del canto, Luca Jurman mette sul banco degli imputati i tanti canali mediatici che fanno credere ai giovani come la strada per il successo sia piena di scorciatoie:

I media alla fine fanno il loro mestiere. Danno il loro aiuto ed in questi ultimi tempi sono stati una spalla preziosa e fondamentale per la rinascita del mercato discografico. Ci sono quindi anche aspetti positivi in merito. Bisognerebbe solo far capire che il successo non è quello che dura sei mesi, legato ad un contratto televisivo. Il vero successo è quello che dura tutta la vita. Dal primo all’ultimo lavoro come artista. Ecco, oltre alla grande visibilità, i media dovrebbero far capire quanto è importante per un’artista la propria formazione professionale.

E sui talent show, Jurman dichiara di avere ancora parecchie riserve sugli aspetti commerciali legati all’immagine di un giovane interprete

I talent show dovrebbero riconoscere, crescere e far maturare il talento. Gli aspetti puramente commerciali dovrebbero restare fuori. Un pò come succedeva prima con le radio che erano i veri talent. C’era una corsa frenetica a chi scopriva prima un artista, un gruppo, un genere. Solo per il gusto di essere pionieri. Oggi c’è commercializzazione in tutto, le classifiche controllate dalle società di vendita, il controllo sui brani da pubblicizzare. Questi nuovi contenitori musicali dovrebbero limitarsi a far conoscere, apprezzare nuove voci, non a fare contratti. Sai cosa manca? Si ascolta poco il pubblico, pochissimo i ragazzi che oggi grazie ad internet scelgono da soli le proprie mode e tendenze. Invece ci sono ancora molti che pensano solo a come condizionare il pubblico.

Vi ritrovate nelle parole di Luca Jurman? A voi i commenti.