Marco Carta si racconta a Vieni da Me con Caterina Balivo sul padre

di Felice Catozzi Commenta

“Mio padre aveva un’altra famiglia e un altro figlio. Non mi ha mai voluto conoscere”, ha dichiarato Marco Carta a Caterina Balivo a Vieni da Me su Rai 1

Una toccante intervista ha visto protagonista Marco Carta nella puntata di giovedì 22 novembre di Vieni da Me su Rai 1 con Caterina Balivo: tra canzoni e dichiarazioni, l’ex vincitore di Amici ha ripercorso la sua carriera giunta al decimo anno dal debutto nel 2008 nel talent show di Canale 5 condotto da Maria De Filippi.

Con It Ain’t Easy ho fatto il mio ingresso ad Amici. Non mi aspettavo di riuscirci, mi hanno preso solo dopo 5 provini. Se non mi avessero accettato avrei rinunciato perché ero stanco. Poi l’ho anche vinto.

Carta ha continuato a rievocare i suoi ricordi con Una Canzone Per Te:

Vasco era il cantante preferito di mia mamma. Sono cresciuto attraverso i suoi esempi, perché lei non poteva più consigliarmi. Quando è morta avevo solo 10 anni. Io e mio fratello Federico non siamo riusciti a comunicare per molti anni. Non parlo mai di lui, siamo molto diversi. Quando è diventato padre, ci siamo riuniti. Ci vogliamo molto bene, ma non ce lo siamo mai detto.

Mostrando una foto di suo padre a Caterina, ha aggiunto:

Non ho avuto un padre, non mi ha dato esempio. La mia famiglia ha sempre parlato bene di lui per paura di dipingerlo male, ma mi rendevo conto che era per non farmi sentire diverso. Mio padre non mi ha voluto conoscere, è morto quando avevo 8 anni ma anche prima non ha mai voluto avere rapporti con me. Un giorno che dovevamo finalmente incontrarci, l’ho aspettato diverse ore fuori casa ma lui non si è mai presentato. Quando ho capito che non sarebbe mai arrivato, ho pianto tantissimo e sono andato a nascondermi nel caminetto, per sentire un po’ di calore. Aveva un’altra famiglia con un altro figlio. Ho conosciuto mio fratello Alessio tardi, ma nel tempo abbiamo recuperato. È un’eredità molto grande che mi ha lasciato mio padre. Durante l’adolescenza ignoravo la presenza paterna per la tanta rabbia che provavo, da un paio di anni ho capito che anche lui avrà avuto i suoi motivi. Ora sono felice.

Infine sul suo coming out (outing è un termine sbagliato):

Prima tutti mi ripetevano che dovevo dire che sono gay, nel momento in cui ho fatto coming out mi hanno chiesto perché lo avessi fatto. Nessuno è mai felice, ma io ora lo sono.

 

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