Rocco Siffredi: “Mia madre voleva che lavorassi alla Sip”

di Sara Bianchessi Commenta

Rocco Siffredi, in sala con un film-documentario autobiografico, al cinema dal 31 ottobre al 2 novembre, parla di questa pellicola e della mamma che lo voleva operaio della Sip.

Rocco Siffredi, in sala con un film-documentario autobiografico, al cinema dal 31 ottobre al 2 novembre, parla di questa pellicola e della mamma che lo voleva operaio della Sip. Il Re del porno confida quanto per lui questo film sia stato terapeutico:

Questo film per me è stata una vera e propria terapia. Era importante quasi farlo per esorcizzare un po’ tutto quello che era la mia montagna di problemi, autocreati, con cui convivevo da almeno 20 anni.

Rocco racconta che la sua mamma avrebbe voluto per lui una carriera nella SIP:

Mia madre voleva che io andassi a lavorare alla Sip perché ci lavorava mio zio. Di sicuro sarei stato uno di quelli che arrivava a casa delle donne per cambiare il cavo dicendo “signora non funziona il telefono”. Lo avrei fatto apposta. Io a 13 anni ho visto il primo giornale porno e ho capito che volevo fare questo lavoro. C’erano amici che volevano fare i poliziotti, il medico, io volevo fare il pornostar. Ricordo il medico di famiglia che mi diceva “sarai dannato, ti drogherai, ti ammalerai di Aids e non avrai una famiglia”, ma questo lavoro per me rappresentava la libertà.

 

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