Uman, Den Harrow a Mondoreality: “Ho rifiutato per una promessa fatta al mio amico Carlo Capponi”

Foto: AP/LaPresse

Aveva già un contratto firmato con Endemol ed era a tutti gli effetti un concorrente del nuovo reality di Italia 1, Uman. Den Harrow, però, ha deciso di ritirarsi ancor prima che il reality partisse.

Abbiamo contattato Den a pochi minuti dalla fine del funerale del suo grande amico Carlo Capponi, deceduto pochi giorni fa.

Per quale motivo hai deciso di rifiutare Uman?

Ho rifiutato per una promessa che avevamo fatto io e Carlo Capponi. Io e Carlo ci sentivamo spessissimo: eravamo amici. Sabato scorso ci siamo sentiti telefonicamente per l’ultima volta e abbiamo parlato e scherzato per due ore come sempre facevamo. Siccome sapevamo entrambi che avremmo fatto parte del gioco e lui non vedeva l’ora di fare quest’esperienza insieme. Eravamo sicuri di divertirci. Ci eravamo fatti una promessa: per qualunque motivo uno dei due non avesse più potuto partecipare, neanche l’altro avrebbe dovuto partecipare per amicizia. Carlo il giorno dopo è morto e io non me la sono più sentita di partecipare ad un gioco come Uman. Dovevo onorare un mio amico: per cui ho chiamato Endemol e ho rifiutato di partecipare. Non sarei stato dell’umore giusto per partecipare ad un reality nel quale bisogna giocare e divertirsi.

Com’era nata la vostra amicizia?

La nostra amicizia è nata lo scorso anno: siamo stati entrambi ospiti de L’isola in occasione della prima puntata in Nicaragua, dove ci hanno incatenato per gioco. Poi abbiamo continuato a fare 25 puntate incatenati per L’isola e poi. Per me era una sorta di fratellino, anche se era più grande di me. Mi sentivo di doverlo proteggere, aveva un cuore da bambino. Ma era una persona molto leale e molto onesta. Abbiamo avuto subito un gran feeling insieme. Dopo L’isola e poi, ci sentivamo spessissimo ed eravamo felici di poter fare questa nuova esperienza insieme (Uman, ndr).

In molti hanno detto che Carlo era una persona molto sola..

Carlo era una persona molto sola perchè viveva a Zoicca, dove non c’era un granchè. Quando io sono amico di qualcuno e so che sei solo e triste, cerco di fare il massimo per farlo stare bene. La gente parla e cerca di riempirsi la bocca di parole gentili. Io oggi (ieri, ndr) sono stato al funerale di Carlo. Vladimir Luxuria e Patrizia De Blank, che hanno speso parole d’amore verso il loro amico, non c’erano. Non è carino strumentalizzare una persona che muore. Loro hanno detto che amavano Carlo ma purtroppo l’amore va dimostrato in vita. Non basta parlarne. Posso fare un esempio?

Prego.

L’anno scorso, nei camerini della Rai c’era Vladimir Luxuria. Era nel camerino accanto a quello mio e di Carlo, ma Vladimir non l’ha neanche salutato Carlo. E’ facile adesso dire cose belle di Carlo. Loro sanno che quello che dico è vero.

Perchè avevi deciso di far parte del cast di Uman?

Ero contento di parteciparvi: appena avevo fatto il provino per Uman, ho chiamato Carlo per annunciargli la notizia e mi disse che avevano chiamato pure lui. Dunque ci eravamo detti di richiamarci non appena ci fossero state delle novità, perchè sarebbe stato bello andarci insieme. Sapevo che andare ad Uman per me sarebbe stato deleterio, perchè io nasco come cantante e sono diventato un personaggio da reality malgrado me. So che Uman è un reality che gioca al massacro e non faranno uscire bene i concorrenti. Ma sapevo anche che con Carlo saremmo usciti bene, insieme.

Ti dà fastidio essere ricordato come un piagnone?

Non mi darebbe fastidio se venissi anche ricordato come quello che ha vinto due Grammy, due Festivalbar e che ha venduto 20 milioni di dischi in tutto il mondo, che sono il triplo di quelli che ha venduto Vasco Rossi, Baglioni e Venditti. Loro sono i più grandi d’Italia, li stimo e li ammiro. Ma ricordiamoci che non sono il piangione e basta.

Quest’anno hai seguito L’isola?

L’ho seguita perchè L’isola è L’isola. E’ il reality più bello che c’è. Sono molto legato a Magnolia, a Simona Ventura, a Tiziana Martinengo (l’autrice, ndr). E’ chiaro che prima de L’isola era un pò dimenticato, ma grazie a L’isola sono ritornato ad essere conosciuto anche da ragazzini.

I tuoi prossimi progetti professionali quali sono?

Per l’estate uscirà un disco nuovo. Il 7 Maggio partirà un tour di 30 date come disc jokey e altre 20 date come Den Harrow con il mio spettacolo. Posso fare un’ultimo appunto?

Prego.

In un mondo così schifoso è difficile pensare che un uomo possa rifiutare dei soldi e un contratto firmato per amicizia. Ma credimi: se tutti quanti, per amicizia o per dei valori in cui crediamo, facessimo un passo indietro.. saremmo tutti più felici. I soldi e la popolarità se ne vanno, mentre l’onore che hai dentro il cuore non te lo potrà mai togliere nessuno.

2 commenti su “Uman, Den Harrow a Mondoreality: “Ho rifiutato per una promessa fatta al mio amico Carlo Capponi””

  1. “Sei sicuro di volerci entrare? perché è un mondo molto complesso, dove a volte esisti ed a volte scompari nel nulla…” mi diceva Carlo Capponi durante le nostre chiacchierate.
    Mi chiamo Lucio Russo e sono un 32enne amico-fotografo di Carlo residente a Cento (Fe).
    Tutto ebbe inizio a San Giovanni in Persiceto (Bo) quando all’interno di una discoteca si teneva il casting per la sesta edizione dell’Isola dei Famosi. In mezzo alla miriade di persone in fila per effettuare il provino spiccava questa chioma biondo platino che mai stava zitta, e che nella preoccupazione, insieme all’amica (Carmen, ndr) compilavano il form iniziale. Fu un “feeling” a prima vista; ed iniziammo a parlare delle aspettative qualora ci avessero presi, delle storie di vita vissuta fino a quel momento, degli innumerevoli viaggi fatti da entrambi alla ricerca di culture lontane per trovare un “equilibrio interiore” per poi dover restare in questo Paese che tanto promette e nulla da.
    Dopo un’estenuante provino di oltre 40 minuti, Carlo uscì ed immediatamente gli dissi: “Preparati perché secondo me sei già sull’aereo per l’Isola. Sei l’elemento che manca alla televisione italiana, l’allegria e l’immediatezza fatta persona; credimi, ti prenderanno”. Lui sminuiva dicendo: “Mo seeeee, adesso prendono me, con sto fisico qui. Ma non vedi gli altri? Hanno dei fisici palestrati perfetti; Io?? Io mi son messo il collare della Flora come collana per venir qui stasera!!”.
    I nostri colloqui continuarono telefonicamente nei giorni e nei mesi a seguire spesso e volentieri celati dietro un velo di mistero perché molto superstizioso… “Lucioooo, non ti dico niente e non so niente, perché poi non va come dovrebbe andare….” Fintanto che, dopo giorni e giorni di chiamate senza risposta, dove il cellulare suonava inutilmente a vuoto, appare sullo schermo di Rai2, sullo zatterone insieme agli altri naufraghi n.i.p. L’unica edizione che ho visto dall’inizio della serie e l’unica che ha dato un senso alla trasmissione….
    Cosa sia successo sull’isola lo sapete tutti, quindi voglio sorvolare questa parte in quanto Carlo non è solo quello che è apparso per due mesi sullo schermo, nella sua più totale semplicità di persona diretta, che dice quello che pensa.
    Carlo è quello ACCLAMATO dal pubblico come vincitore morale di quell’edizione ma che purtroppo avrebbe fatto meno scoop di un vincitore come Luxuria, tant’è che all’uscita dei cancelli dopo la finale, qualsiasi persona si fermava insieme a lui per una battuta o un autografo mentre lasciavano andar via gli altri; Carlo è quello che nelle serate dei vari locali lasciava ai suoi fans un suo ricordo personale, potesse essere anche un fazzoletto da naso sporco; Carlo è colui che si è commosso quando all’arrivo in via Mecenate mi ha visto, con 2 scatoloni colmi di banane gonfiabili (che la redazione mi ha vietato di lanciare al suo arrivo, nonché di entrare in studio poiché non organizzato, sebbene fosse una settimana che l’avevo comunicato agli autori….) e che dopo mesi di lontananza mi ha invitato alla festa tenutasi poco dopo; Carlo è quello che aveva sempre un consiglio quando, anche di sera, lo chiamavo piangendo per i miei problemi famigliari con la separazione.
    I nostri colloqui continuavano nei mesi a venire parlando del più e del meno, della Contessa Patrizia che si faceva talvolta sentire e di Luxuria che doveva presentare un libro in Puglia, di vari progetti in programma che mai venivano svelati. I giornali, finita l’isola, già parlavano molto meno del personaggio Carlo Capponi che pur sempre continuava a lasciare un ricordo di se nell’edizione. Tant’è che dalle chiacchierate emergeva un Carlo che si sentiva messo da parte poiché, sappiamo tutti che in televisione ti usano solo nel momento del bisogno.. Mi diceva, “Sai, dovrei fare qualcosa il prossimo anno, ma non so ancora niente” oppure “Hai visto? Faccio l’Isola e Poi ma non posso aprir bocca, altrimenti ho finito…; da contratto devo stare in silenzio”.
    Passano i giorni, passano i mesi e Carlo si sposta a Zocca, dove è più tranquillo ma pur sempre solo. Impara intanto ad usare il famoso cellulare e si iscrive ad un social network dove personalmente scrive ai suoi fans. E si apre un nuovo mondo, dove si sente felice di essere ricordato (come vorrebbe che sia ogni personaggio della televisione) per la persona che è e non per il personaggio poiché erano la stessa cosa. Nel giugno dell’anno passato salgo a Zocca per poter stare personalmente con lui una giornata dato che erano mesi che non ci vedevamo e con l’occasione gli avrei fatto un servizio fotografico. Fu una giornata magnifica piena di ricordi. Le telefonate continuarono fintanto che si riaprirono i casting per l’edizione appena passata e lui era l’ospite d’eccezione a Casalecchio di Reno presso il centro commerciale Gran Reno, tant’è che tantissime persone accorsero facendo centinaia di chilometri, solamente per poter vedere Carlo “il banana”. Carlo quella volta trascurò alcuni suoi fans per restare con i miei figli perché lui Amava i bambini. Carlo era un bambino di 58 anni. Un bambino che non voleva accorgersi di quello che gli stava attorno perché era Lui il centro. Ma purtroppo (e chi legge sentendosi coinvolto sa di averlo fatto) una “marionetta” come Carlo era difficile da muovere perché brillava di luce propria.
    Dopo un periodo buio si aprì uno spiraglio di luce: “Sai Lucio, sono stato a far dei casting a Roma per nuovi programmi e….” e come al solito non diceva niente.
    Passavano i giorni, e la voglia di rivedersi, con le gambe sotto un tavolo a ridere e scherzare era tanta ma una telefonata da parte di una redazione di Roma di lunedì 18 aprile mattina ore 9:30 mi spezzò gambe, cuore, e tutto il resto. Una voce molto schietta mi chiedeva: “Ah ciao Lucio, hai saputo niente di Carlo Capponi? E’ morto ieri a Zocca, lo dice la Gazzetta di Modena; dice anche che abitava con la sua compagna. Tu sai niente di questa compagna???”.
    Non chiedevo la luna ma voler fare uno scoop sulla presunta relazione di una persona appena morta mi sembrava che non stesse ne in cielo ne in terra. Ho riattaccato e subito chiamato casa di Carlo ma nessuno rispondeva. Chiamando il cellulare personale mi rispondeva Gianluca, il nipote, che purtroppo mi confermava dell’accaduto. Distrutto dal dolore per la perdita di un caro Amico, chiamo la redazione del giornale che in precedenza mi aveva contattato e confermo l’accaduto e quest’ultimo rimarcava sul voler fare un’articolo scoop; al che ebbe inizio un breve battibecco perché non nei miei canoni di rispetto, quantomeno per un defunto.
    Nella settimana prima del funerale avrei voluto che qualche giornale pubblicasse alcune delle foto fatte in quella calda giornata di giugno ma, chiamando le varie redazioni mi rispondevano:
    “Capponi? No, non mi interessa” oppure “Capponi? No, è già passato, non fa più audience”.
    “Ma come” rispondevo io, “per Pietro Tarricone o Liz Taylor fate un’articolo anche da prima pagina e per Carlo Capponi rispondete così?? È pur sempre una persona anche lui o no?!”.
    “Beh, vuoi paragonare Capponi agli altri??” ribattevano.
    Mille sono le cose che si potrebbero dire del suo passato come persona “qualunque”; mille sono le cose che si dimenticherebbero di raccontare perché tante ne aveva fatte…
    Mi rimane, a parte tutto l’amaro in bocca per quello che è avvenuto nei giorni a seguire: venerdì 22 aprile aprì la camera ardente a Modena dove arrivarono parenti e amici della famiglia, nonché Alessandro “il mitraglia” a rendere omaggio; nel pomeriggio la salma fu trasferita alla Certosa di Bologna dove arrivarono altri amici dei famigliari, nonché Dan Arrow da Roma, Sonia Borgonovo (la muratora) da Pordenone, Chiara Zaffoni (l’infermiera) da Ferrara, Luca Casadei dell’agenzia di Milano ed i due driver. I primi, seppur avendo avuto in passato battibecchi con Carlo si sono presentati MA persone che “televisivamente parlando” erano attaccate a Carlo non si sono nemmeno presentate e nemmeno hanno fatto un telegramma alla famiglia. Il sabato, all’atto della sepoltura, peggio: soltanto parenti ed amici dei parenti ed i due driver. Né un giornalista, né un fotografo in nessuno dei due giorni.
    Posso credere che, come rilasciato in varie interviste da vari personaggi “Voglio ricordarlo com’era prima…” oppure “Avevo un impegno fissato già da tempo…” sono sciocchezze in quanto per un Amico (defunto) tutto passa in secondo piano; senza far nomi, Dan Arrow ha rifiutato a contratto già firmato, pagando una penale di migliaia di euro alla Endemol per essersi ritirato prima che iniziasse il reality Human Take Control dove peraltro doveva esser presente Carlo. E se dovesse capitare a loro? penso resterebbero perplessi anche i loro parenti delle effettive “amicizie” dichiarate in tv. Simonaaaaaaaaaaaaaaaaaaa?? Secondo te ti sembrano tanti 2 minuti alle 21 per ricordare una persona deceduta per poi passare avanti con il palinsensto? Ok, Carlo non era ancora un Tarricone o una Liz Taylor oppure un Ferrero, ma pur sempre una persona in vita fino ad un minuto prima la morte lo portasse. Quel lunghissimo minuto che Carlo ha avuto per salutarci tutti prima di andarsene con un gran sorriso ed una banana tra le mani.
    Ciao Carlo.

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