Virginio Simonelli: “Le mie canzoni hanno bisogno di un po’ più di tempo, ne sono consapevole”

di Redazione 1

Nell’eterna diatriba sul valore artistico dei ragazzi che partecipano ad un talent show, Mara Maionchi, insegnante di Amici 11 (già giudice di X Factor e produttore discografico di lungo corso) ha ribadito il suo punto di vista al Corriere Della Sera:

I talent sono un’occasione per farsi conoscere, per un artista – se è di qualità – è sufficiente anche solo la possibilità di farsi ascoltare o vedere. In 40 anni di carriera ho visto più fuochi di paglia che non realtà autentiche. Tutto può essere un fuoco di paglia, non solo i talent, anche manifestazioni come Sanremo: quanti giovani sono stati lanciati dal Festival? Dall’Accademia di Sanremo è uscito Tiziano Ferro, poi da allora non è uscito più nessuno. Nathalie o Becucci non hanno fatto grandi carriere per il momento. Può succedere, come per il vino, che un’annata sia meno buona di altre. Non credo agli artisti che non sono capiti, credo ad artisti che magari hanno sì il talento, ma che non sanno lavorarlo nella maniera giusta o con la stessa forza e voglia di fare che hanno altri. L’impegno, la determinazione, l’applicazione fanno la differenza.

Virginio Simonelli, reduce dall’esperienza di Amici che ha vinto lo scorso anno, è soddisfatto dei risultati ottenuti dal suo album, Finalmente:

Il mio bilancio non può che essere positivo. Ho fatto un disco e un tour che sono andati ben oltre le mie aspettative. Fare il cantante di questo tempi non è per niente facile, essere cantautore aggiunge un peso maggiore a tutto questo. Le mie canzoni hanno bisogno di un po’ più di tempo, ne sono consapevole.

Elio, giurato in carica di X Factor, difende il suo operato nella passata stagione:

L’esito dell’X Factor del 2010 per i miei parametri è ottimo. [Nathalie, ndr] è una che ci sta provando da tantissimi anni e grazie al talent ha inciso un disco e ora si sta esibendo dal vivo. Lo stesso si può dire di Nevruz e Cassandra. È una trasmissione che dà opportunità a gente che le cerca e le merita.

Il jazzista Stefano Bollani, che ha più volte criticato i talent show legati all’industria musicale, non accetta l’idea della competizione tra futuri artisti:

Se c’è una cosa che non mi piace è la gara tra gente che deve far musica. La discografia cerca i ragazzi che escono dai talent perché sono disperati, non vendono più niente e cercano la star da spremere per due o tre anni. Questi sono ragazzi di 20 anni che vengono spremuti per tre stagioni e poi vanno dallo psicologo.

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