#WIDG Reality – Qualità, Fabio Pastrello: “Il contenuto del Grande Fratello non è trash, è leggero”

di Redazione 2

Nell’ambito dell’iniziativa #WIDG – La tv che vorrei, abbiamo intervistato Fabio Pastrello (tra gli autori del Grande Fratello) per scoprire il suo punto di vista sul binomio reality – tv di qualità.

C’è una ricetta per coniugare il reality alla qualità? O il formato la esclude a prescindere?

Dipende quale significato si vuole dare alla parola qualità. Se qualità deve essere per forza sinonimo di cultura (o kultura) allora no. Io credo che la tv non debba avere per forza un fine pedagogico, non in tutti i suoi programmi almeno. E’ vero che i principi di Jhon Reith, il primo direttore della mitica BBC, erano educare, informare ed intrattenere… ma era la paleotv. Oggi la tv deve anche provocare emozioni… tutte le emozioni: rabbia, dolore, gioia, ilarità… Michele Sorice, in un suo testo molto interessante, la definisce uno specchio magico: il sogno dello spettatore contemporaneo è quello di vedersi mentre altri lo guardano in tv. ‘Vedersi guardato’ come in una sorta di gioco di specchi. Se per qualità si intende un programma ben realizzato che assolve al suo compito senza cercare scorciatoie non esiste nessun format che escluda la qualità.

Il reality è il peggior genere mandato in onda nella televisione di oggi?

Il reality è il genere più criticato e, nonostante quello che si dice, uno dei più visti. Il reality è stato la rivoluzione della tv degli ultimi 20 anni. Oggi la rivoluzione non sta più nel genere ma nell’evoluzione dei media. Facebook, Twitter, YouTube, lo streaming, hanno già rivoluzionato la fruizione televisiva… I giovani non guardano più solo la tv, ma fruiscono i contenuti su una multipiattaforma di media. E allora cosa si deve fare? Creare programmi multipiattaforma, per esempio differenziando i contenuti dello stesso format a seconda del media di fruizione, in modo che uno rimandi all’altro come una sorta di scatola cinese…. Ma questo è un discorso complesso, sul quale produttori ed editori ragionano da tempo, e oggi si sta correndo velocemente ai ripari.

In un reality con un lungo ciclo di puntate come il Grande Fratello, non è inevitabile che si possa scadere in qualche momento trash?

Dobbiamo capire: trash è il contenuto, o trash è la modalità? Il contenuto di GF non è trash, è leggero.

Far finire ogni puntata alle 0.30 non rischia di penalizzare la qualità per sottostare al volere dell’Auditel?

Penalizza di sicuro qualsiasi formato! Il problema più grosso quando si adatta un format straniero all’Italia è doverlo ‘stiracchiare’ per circa il doppio della sua durata originale. Il motivo però non è sottostare al volere dell’auditel: gli spazi pubblicitari vengono venduti contando la media di ogni fascia oraria, non per forza lo share dell’intero programma. Il motivo è soprattutto economico… Riempire 4 ore di palinsesto con due programmi costerebbe quasi il doppio, e allora si preferisce allungarne a dismisura uno… Credo che in questo senso le soluzioni a breve periodo non ci siano. Anche se Italia 1 per esempio sta lavorando molto su prime serate corte e seconde serate forti.

La scelta del cast può influire positivamente (o negativamente) sull’andamento degli ascolti di un reality: siete stati penalizzati, quest’anno, da protagonisti non molto amati dal pubblico?

Il cast è fondamentale in un programma come GF. Diciamo che questa è un’edizione un po’ meno fortunata, ma bisogna tener conto che quest’anno c’è stata una flessione generale degli ascolti.

La mancanza di rinnovamento (ed il ricorso agli stessi filoni narrativi come le storie nate fuori e dentro la casa, le vicende personali dei protagonisti) ha spinto i telespettatori ad abbandonare pian piano il programma per dirigersi verso nuovi contenuti televisivi?

Io credo che negli anni GF si sia profondamente rinnovato. Fino a GF 5 ha fatto da padrona ‘la liturgia del reality’; dal GF 7 al GF 9 è stata la vota dei meccanismi, delle catene per le eliminazioni a sorpresa… Dal GF 10 in poi è stata la volta della soappizzazione con l’interazione tra mondo esterno e la Casa (cosa inevitabile vista la durata del programma). Io credo che la scorsa edizione, con la vittoria di Andrea Cocco e la sua storia d’amore con Margherita (i bravi ragazzi traditi dai loro amori che si innamorano l’uno dell’altra) sia stato l’apice dell’ ‘era soap’. Questa è un’edizione di passaggio nella quale si deve fare tesoro delle esperienze precedenti e trovare una nuova via per le prossime… Senza dimenticare che GF è essenzialmente un gioco!

Attacchi frontali al programma da parte di associazioni e organi di stampa per le bestemmie ed un certo modo di fare televisione: il dilagarre del trash è davvero tutta colpa del Grande Fratello?

Sarò provocatorio: questi articoli erano già pronti da GF 1… per 12 anni i risultati hanno messo a tacere tutti. Attaccare GF fa molto più rumore che attaccare altri programmi. In ogni caso no, la colpa non è tutta di GF, ma GF, come tutti gli altri programmi, deve fare tesoro delle critiche… quelle costruttive e sensate intendo!

Come scegliete le musiche che accompagnano i diversi momenti della diretta?

Come in ogni altro programma. A seconda delle emozioni che si vogliono sottolineare si fa’ riferimento al proprio gusto personale e ci si avvale della collaborazione di validissimi consulenti musicali.

Dopo dodici edizioni, il Grande Fratello ha ancora qualcosa da dire al suo pubblico?

Se rispondessi di no oltre che autolesionista sarei anche bugiardo. GF ha ancora molto da dire… avrà sempre molto da dire fino a quando ci saranno delle persone che avranno voglia di mettersi in gioco fino in fondo. Sarà penalizzato solo se chi si mette in gioco lo fa con l’unico obiettivo della facile fama.

Alcune precisazioni:

In merito alla questione Widg… ben venga il ritorno dell’indice di gradimento del pubblico, quello che vede veramente i programmi, non quello che ne parla… Assolutamente un dato fondamentale, da incrociare con i dati di ascolto ‘classici’. Ho letto in questi giorni una difesa dell’auditel che trovo corretta, ma non fino in fondo. Non è bizzarro che i dati di ascolto vengano rilevati da una sola società che ha di fatto un monopolio? Nella mia esperienza di lavoro all’estero ho potuto constatare che questo non accade. In Francia ad esempio ci sono più società, una delle quali fornisce addirittura i dati di ascolto in tempo reale, con un refresh ogni 2/ 5 minuti… consentendoti di intervenire in diretta. Ma questa è un’altra storia!

Leggo un particolare accanimento nei confronti degli autori e un rimpianto della tv di un tempo. Questo mi spinge a riflettere, a pormi delle domande sul mio lavoro… ma un’analisi più corretta dovrebbe tenere presente che quello che manca in tv oggi non sono le idee… ma sono il tempo ed il denaro. Oggi non si ha tempo per pensare e non si hanno soldi per fare. Se devi mettere in piedi un programma in 15 giorni e con un terzo del budget di 10 anni fa, è ovvio che il lavoro sarà meno accurato… perché nessuno lo dice?

Commenti (2)

  1. Con infinita modestia, per il prossimo GF consiglio l’eliminazione del Confessionale (luogo “oscuro” dove si trama di tutto), l’eliminazione delle immunità alle nominations, l’eliminazione dei Romani… Quest’ultima è più difficile… ma che i romani siano sempre avvantaggiati perché o vincono o ci vanno vicino, questa è una realtà!

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