Eleonora Crupi a Mondoreality: “Basta omofobia, canto Perfetti perché credo in un mondo in cui due uomini possono ridere, ma anche piangere insieme”

di Redazione 1

Abbiamo incontrato Eleonora Crupi, ex concorrente della quinta edizione di Amici . La talentuosa cantante parla un pò di se e del suo ultimo singolo in esclusiva con noi di Mondoreality.

Sono passati ormai anni dalla tua partecipazione ad Amici, cosa ti ha lasciato quell’esperienza? Ti da fastidio essere etichettata sempre come una ex concorrente di quella trasmissione?

Ho fatto la quinta edizione di Amici nel 2005/2006, quindi sono già passati cinque anni. Quel programma mi ha dato molto, è grazie a loro se ho imparato a stare su un palco, se ho capito le mie potenzialità vocali e come superare i miei limiti; mi ha dato popolarità e visibilità e mi ha permesso di fare molti concerti in tutta Italia. E’ un esperienza che porto e porterò sempre nel cuore, lì ci sono persone speciali che mi hanno insegnato tanto… Maria, Stefano Settepani, Luca Zanforlin e tante altre che lavorano dietro le quinte. Ho sempre detto che rifarei “Amici” tornando indietro e quest’anno partecipando al concorso “Io ci sono” e arrivando tra i 6 finalisti( (nel concorso sono stati provinati  e poi scelti 6 cantanti tra quelli di tutte le edizioni di amici. NDR), credo di aver chiuso un cerchio e che oggi sia giunto il momento di essere solo Eleonora Crupi, una giovane interprete che cerca il suo posto nel panorama musicale italiano, e non più una “ragazza di Amici”. In fondo se guardo sul web è pieno di mie interviste fatte negli ultimi cinque anni in cui ho detto tutto quello che potevo dire sul programma e sulla mia partecipazione, ora è arrivato il momento di rispondere solo alle domande sul mio presente e sul mio futuro.

Hai preso parte a diversi musical di successo, inciso cd, fatto serate in giro per l’italia, quale tra queste esperienze ti ha aiutata a crescere di più sia a livello artistico che umano?

Ognuna di queste esperienze è stata utile alla mia crescita. I concerti ti permettono di avere un contatto reale col pubblico e riuscire ad emozionarli è una sfida sempre nuova. Per quel che riguarda i cd, per il momento ho inciso solo un paio di singoli, un album di mie canzoni è il mio sogno, ma in questo momento di crisi del mercato discografico ho capito che non voglio fare le cose di fretta, ho bisogno di tempo per trovare la mia collocazione e costruire una mia credibilità. Dal punto di vista umano credo che il teatro sia stata l’esperienza che più mi ha lasciato un segno… ho potuto lavorare con un professionista che stimo tantissimo come Mauro “Platinette” Coruzzi ed ho imparato a stare su un palco dove non puoi permetterti errori, perchè su quello stesso palco ci sono altre persone che interagiscono con te ed ogni sbaglio potrebbe compromettere il lavoro di tutti. E’ un esperienza che rifarei volentieri.

Perfetti, il tuo ultimo singolo, parla di un amore omosessuale, ti senti un icona gay?

Non credo che ci si possa autodefinire icone gay, è un “riconoscimento” che deve arrivare dal pubblico. Se essere “icona gay” vuol dire sentirsi a proprio agio tra persone con “sessualità diverse”, allora decisamente sì. E’ un mondo che sento vicino a me per tanti aspetti e in cui mi sento a mio agio. Negli ultimi anni ho avuto modo di lavorare in molti locali gay/lesbo e di esibirmi in spettacoli meravigliosi con delle drag queen pazzesche ed è stato divertentissimo…Alcune poi erano bellissime e spesso ero meno donna io di loro (ride. NDR).

Cosa vorresti che cambiasse nel nostro paese in tema di omosessualità?

Tutto. Mancano leggi, manca il rispetto e soprattutto manca il dialogo senza pregiudizi. Sicuramente c’è più libertà mentale rispetto al passato, ma non è ancora abbastanza. Il problema è che ancora oggi molte persone associano l’omosessualità al solo sesso, alla perversione, mentre come tutti i rapporti alla base può esserci il sesso se parliamo di un avventura, ma c’è un grande amore quando si parla di una relazione. “Perfetti” è questo, una canzone che parla di una grande storia d’amore, un amore difficile e sofferto, ascoltandola il fatto che sia vissuta da due uomini è solo un dettaglio. So che è una canzone molto amata dal popolo gay, ma il mio obbiettivo è che venga ascoltata da quanti più eterosessuali possibili, magari nel mio piccolo riuscirò a smuovere qualcosa e sensibilizzare anche solo dieci persone sarebbe per me una grande vittoria.

Quanto è difficile per chi lavora nel mondo dello spettacolo dichiararsi e perchè?

Tutti pensano sia meno difficile, ma questo ambiente è meno aperto di quello che ci si aspetti. In questi cinque anni tra musica, spettacolo e televisione ho continuato a sentire le solite battutine stupide nei confronti delle persone omosessuali. Tiziano Ferro, che è uno degli artisti che più stimo, ha fatto un grande gesto dichiarandosi e, se il pubblico è intelligente lo giudicherà per la musica che ha fatto e che farà, non per la sua vita privata. Anche riguardo al suo coming out ho sentito spesso battutine di pessimo gusto, e venivano sia da persone del mondo della musica che dal “pubblico”…  Ora c’è bisogno di rispetto per la persona e l’artista, non serve continuare a parlare della sua omosessualità

Il tuo singolo è scritto da un autore molto importante, quanto è importante per un’artista collaborare con persone così preparate? Ti senti parte di una squadra anche se sei una solista?

Per me non ci sono autori più o meno importanti, ci sono solo belle o brutte canzoni. Credo che “Perfetti” sia una bella canzone scritta da un bravissimo cantautore. Essere interprete di brani scritti da altri è una grande responsabilità, per come sono fatta io odio deludere le aspettative, insomma è stimolante e frustrante allo stesso tempo ma, nel momento in cui l’autore si emoziona nel sentirti cantare una sua canzone, quella è la tua vittoria, e la canzone diventa un po’ anche tua. E’ vero sono una solista, ma mi sento parte di una squadra con il mio manager e con tutte le persone che non hanno mai smesso di credere in me.

Che rapporto hai con le persone che ti sostengono?

Un bellissimo rapporto. Amo restare in contatto con loro e scambiare opinioni sia artistiche che su altri argomenti, in questo momento poi Facebook è un grosso aiuto in questo frangente. Mi piace che chi mi segue possa conoscere l’Eleonora di tutti i giorni e non solo quella idealizzata attraverso un palco, una canzone o uno schermo.

Cosa sogni per il tuo futuro professionale e privato?

La fatidica domanda che mi ronza in testa da quando avevo 10 anni… “Cosa vuoi fare da grande?” La mia risposta sincera è che sto facendo quello che sognavo, certo ho ancora tanta strada da fare e devo ancora concretizzare il sogno di un mio disco per dire “Ecco, questa sono io”, rendendo orgogliose tutte le persone che mi hanno supportato. Per la vita privata spero di riuscire sempre ad essere felice e sorridente, che sembrerà una banalità, ma è la cosa più difficile oggi come oggi.

Cosa esprimi nella musica che non riesci ad esprimere in nessun altro modo?

Le mie emozioni. Nella vita posso sembrare una persona leggera ma è solo il mio modo di proteggermi dal mondo. Nella musica invece non ho filtri, divento un libro aperto e cadono tutti i miei “veli” e riesco a trasmettere la mia gioia ma anche il mio dolore e le mie paure. E’ proprio per questo bisogno che ho iniziato a cantare, per essere ascoltata e compresa, e credo in parte di esserci riuscita.

Nell’immaginario comune gli artisti sono persone particolari,sopra le righe, pensi che sia così?

Decisamente. Sono persone senza un baricentro che passano dal troppo equilibrio al totale squilibrio, non ci sono vie di mezzo, solo momenti. Per salire sul palco è necessario avere un po’ di egocentrismo, essere un po’ sopra le righe, altrimenti non sentiresti questa necessità.

Cosa vuole dire per te essere artista e in cosa ti senti tale?

Non amo la parola artista, chi può decidere se una persona è un artista o no? Di certo non la persona interessata. Io so di volere essere libera di essere quello che sono, seria, folle, malinconica, sopra le righe quando voglio e calcare un palcoscenico mi permette di farlo emozionandomi ed emozionando.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Come direbbe “Mignolo” (personaggio di un noto cartone) “Conquistare il mondo” (ride di gusto. NDR)… magari con la musica e senza fretta.


Commenti (1)

  1. E’ sempre piacevole leggere le tue interviste Sara 🙂 Un bacione
    Ale

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