X Factor 3, Claudia Mori De Blanck e lo spettro di Simona Ventura

di Diego Odello 2

Con dodici concorrenti nuovi, Claudia De Blanck Mori in giuria e Carlo Pastore in platea, ieri sera su Raidue è cominciata la terza edizione di X Factor. Come è andata la prima puntata? Così e così: da una parte ho avuto la sensazione che il programma volesse osare più di quanto si potesse permettere, dall’altra che i giudici non volessero mordere fin dalla prima puntata e soprattutto è stato troppo presente lo spettro di Simona Ventura.

PROMOSSI
Francesco Facchinetti: dimostra di essere sempre più bravo a gestire la baracca, anche ha tirato troppo per le lunghe nella prima manche, correndo come un centometrista nella seconda.

Mara Maionchi: è sempre simpatica, pronta alla battuta, schietta. Come l’abbiamo lasciata l’abbiamo ritrovata. Se non fosse per il taglio di capelli differente si potrebbe pensare che sia stata congelata a fine della scorsa edizione e scongelata qualche minuto prima della diretta. La sua figura ha sovrastato quella di Claudia Mori.

Gli RVM: freschi, divertenti e confezionati alla perfezione.

RIMANDATI
Morgan: si è distinto più per i suoi cambi d’abito (alcuni discutibili e non all’altezza della scorsa edizione), che per quello che ha detto: lui, che con le parole è un vero maestro, si è incartato alla ricerca delle forbito e del prolisso, dimenticandosi di bacchettare a dovere i cantanti.

Claudia Mori: si è mossa bene tra i colleghi di giuria, più affiatati e navigati, senza timori di alcun tipo, ma ha avuto dei passaggi a vuoto (vedi il discorso su Gli uomini non cambiano di Mia Martini, che poteva anche essere interessante, se trattato in un’altra trasmissione e in un altro orario) e i suoi cantanti sono sembrati, nel complesso, i più deboli.

Carlo Pastore: ha una cultura musicale da far paura, è molto attento e puntuale su tutto  (l’opinionista è un ruolo che gli va stretto), ma ieri ha cercato troppo il confronto con Morgan e  mi ha deluso la sua uscita su Chiara, paragonata anche da lui a Susan Boyle (peccato che la cantante inglese sia una ultraquarantenne vergine, che è rimasta per anni accanto alla madre malata rinunciando a vivere e non solo un brutto anatroccolo dall’ugola d’oro).

La regia: è stata a tratti incerta e ripetitiva. Sarà che l’anno scorso ci avevano abituato bene?

Le canzoni: certe non hanno reso giustizia alle qualità degli interpreti, altre erano prevedibili. Aspettarsi di più era lecito.

BOCCIATI
Lo spettro di Simona Ventura. E’ giusto ricordare l’ex giudice di X Factor (manco, grazie a Dio, fosse morta), ma ieri si è esagerato: la Mori con la parrucca in onore di Simona, i continui rimandi a Simona da parte dell’intero cast, l’RVM riassuntivo della storia di Simona nel talent, la telefonata a Simona. Quando è troppo è troppo.

La produzione. La situazione degli A&K è stata mal gestita e continuerà a creare mal di pancia agli altri 40.000 esclusi: non basta un video e due parole per chiudere una situazione così spinosa. Ora si rischia di bruciare, a prescindere dal valore dei cantanti, sia Andrea che Daniele, con il secondo che sembra il raccomandato di turno, ma che, con ogni probabilità (sentendo le parole spese dalla Mori ieri sera) sarebbe stato proposto nelle prossime settimane.

Commenti (2)

  1. Gli A&K, dopo l’esclusione di Chiara, dovevano essere sostituiti da un’altro gruppo.

    Carlo Pastore mi è piaciuto, sarebbe stato bene al posto della Mori che, secondo me, è stato troppo poco dura. Mi era piaciuta nei provini per aver stroncato alla grande dei cantanti, ma in prime time che delusione!

    Mara rimane sempre la mia preferita e sono d’accordo anche su Facchinetti: mi è piaciuto molto!

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