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La Scimmia: il programma flop, non solo negli ascolti

La Scimmia, come è noto, è una trasmissione che vuole insegnare a dei ragazzi come si abbia la testa sulle spalle. Provano ad istruirli, a renderli disciplinati e a riportarli sulla retta via. Prima era un programma con uno spazio tutto suo, poi per via dei flop degli ascolti è stato sospeso per poi essere inserito all’interno di Amici 12. 

Il problema de La Scimmia è il suo essere a tutti costi educativo, come se fosse una missione. Ora, perdonatemi, siamo andati tutti a scuola e tutti l’abbiamo marinata, infarcito i professori di bugie e provato ad ottenere il massimo con il minimo sforzo. Vedere questi ragazzi messi alla berlina, all’interno di uno show televisivo di dubbio gusto,  i quali provano ad indurre scuse e motivazioni (plausibili o meno) al fatto che non studino o non vadano a lezione propaga veramente un senso di tristezza.

Questo modo di fare televisione gioca con la mortificazioni dei ragazzi attraverso gli insegnamenti morali dei professori e cerca di far capire che la scuola è un obbligo e che per i “monelli del terzo millennio”  c’è poco da fare i furbi.  La Scimmia, in altre parole, è un contenitore di qualunquismo, demagogia e banalità. La Scimmia ha una missione che non è però insegnare, come vuole far credere, ad essere “maturi”. Al contrario – la sua missione – è provare a spettacolarizzare la vita e il suo corso trasformando dei ragazzi in uomini prima del tempo.

La Scimmia vuole mettere le catene alle ali della libertà adolescenziale, ma per fortuna non ci riuscirà.