Masterchef Italia 2, i giudici: “I concorrenti sono molto ‘sgamati’ “

di Redazione 1

La seconda edizione di Masterchef Italia ha avuto un successo quasi inaspettato, raddoppiando gli spettatori della prima puntata, arrivato così a quasi un milione di contatti nelle ultime due puntate. I tre giudici Carlo Cracco, Bruno Barbieri e Joe Bastianich hanno raccontato a Vanity Fair qual è il segreto del loro successo e come vedono la finale che si terrà questa sera tra Tiziana, Andrea e Maurizio.

Chi li accusa di un’eccessiva cattiveria otterrà questa risposta da Barbieri:

Non siamo stati cattivi, nella seconda edizione la gente sa le nostre mosse quindi abbiamo dovuto alzare un po’ la nostra responsabilità. Siamo sembrati più duri ma in realtà chi vince vince molti soldi e quello che è successo a Spyros dopo la vittoria: di ottenere la conduzione di un programma tutto suo.

E da Cracco:

Io sono molto più cattivo di quello che appaio normalmente in Tv: qui è solo il 10% di quello che potrei essere. Non siamo cattivi, siamo severi: altrimenti la cosa prende una piega troppo severa e confidenziale. Ci comportiamo esattamente come ci comporteremmo in cucina. Manteniamo una distanza professionale: non raccontiamo una cosa diversa dalla realtà.

Poi parlano di come siano diventate delle celebrità, anche per il grande pubblico:

Ero già famoso nel mondo della ristorazione. Oggi però la cosa si è amplificata talmente tanto che non ho più una vita: sto chiuso in casa perché quando esco è un disastro! Fa piacere, è divertente ma ti rendi conto di quanto sia bello importante e piaccia alla gente.

Per Bastianich invece è così:

In America mi prendono tutti in giro dopo l’imitazione di Crozza. Non so se ritorno, sono molto incazzato. E’ scandaloso, non potrò mai più portare in Italia. Voi avete le elezioni: se dovessi sostenere la vostra situazione politica…è certo che muoro. Dovete fare qualcosa…

Mentre per Cracco:

Ci chiedono di parlare di tutto: di sport, di politica. E’ normale quando arriva un successo tanto popolare. Succede anche al ristorante. Serviamo un impiegato o un operaio che vengono a festeggiare un avvenimento. Come pure può capitare di servire il Presidente della Repubblica: sono tutti uguali i clienti anche se molto diversi per interessi ed estrazione, e hanno tutti lo stesso valore. Spaziare nei vari campi è stimolante.

Ma qualcosa è cambiato anche tra i concorrenti che si sono presentati alle selezioni, infatti Barbieri non può far a meno di notare che:

Rispetto agli 8.000 selezionati l’anno scorso è stato molto difficile. Erano più, come si dice ‘sgamati‘. Sapevano come convincerci, ed è stato difficile dire no, perché molti erano molto bravi.

Infine sulla domanda a brucia pelo se assumerebbero il vincitore nel loro ristorante queste le risposte:

Vincere MasterChef non significa automaticamente diventare Chef. La vita in cucina è difficile ma non è l’unica via. Qualche tempo fa ho incontrato una concorrente della scorsa edizione, Agnese: mi ha detto che faceva la panettiera.

Per Barbieri:

Credo che ciascun vincitore farà la scelta che gli si attiene di più. Spyros sta facendo un programma televisivo. Ma sono sicuro che lo ritroveremo anche dietro i fornelli.

Infine Bastianich:

Tecnicamente è l’opportunità di entrare nel mondo della cucina. Ma devi trovare tu la chiave per andare oltre. Fare il cuoco è solo una delle opzioni e dipende molto dalla tua personalità.

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