Masterchef Italia, Carlo Cracco: “Volevo iscrivermi al seminario ma costava troppo”

di Redazione 2

Dopo la fine della seconda edizione di Masterchef Italia i tre giudici si sono rivelati i protagonisti più discussi e apprezzati dello showcooking che ha avuto tantissimo successo, raddoppiando gli ascolti dalla prima puntata, raggiungendo un milione di telespettatori durante la finalissima. Vanity Fair ha intervistato Carlo Cracco, che ha parlato della sua vita privata e delle esperienze che hanno preceduto il grande successo culinario.

Cracco ha avuto da poco un figlio, Pietro, con la compagna Rosa (entrambi nelle foto che trovate nella gallery) e lei ha raccontato in che modo si sono conosciuti, descrivendolo come una persona del tutto diversa da come appare in televisione. Lui concorda e dichiara:

Nulla mi è mai arrivato facile, ho sempre dovuto pedalare. Sono il quarto figlio di una famiglia semplice di Vicenza. Mio padre, ferroviere, arrotondava con tre lavori extra. E altrettanti ne aveva mia madre.

Poi commenta la voce che girava su di lui che lo volevano prete…

Volevo iscrivermi al seminario, ma si pagava vitto e alloggio. Mio padre disse: ‘Sei scemo? Costa troppo’.

Ma in pochi ci credono che non gli interessassero le ragazze:

Ero abbastanza sfigato, un tontolone. Il primo bacio l’ho dato a quattordici anni, al mare: un avvenimento mondiale.

Ricorda così la sua vita prima di diventare uno chef stellato:

A ventinove anni avevo già fatto strada (uscito dall’istituto alberghiero era stato allievo di Gualtiero Marchesi e, dopo un’esperienza in Francia con Alain Ducasse e a Firenze all’Enoteca Pinchiorri, era tornato a lavorare per Marchesi come chef all’Albereta di Erbusco, ndr) e per uno cresciuto in una famiglia come la mia, educato a vivere senza grilli per la testa, sposarmi e fare figli sembravano i naturali passaggi successivi. Il problema è che io i grilli per la testa ce li ho sempre avuti: prima sul lavoro e alla fine anche nel privato. Mi sono accorto che con mia moglie viaggiavamo su binari incompatibili, a parte le figlie non condividevamo nulla, men che meno il lavoro che per me è sempre stato prima di tutto una passione. Un giorno mi sono chiesto: che cosa ci sto a fare qui?

Cracco racconta com’è iniziata la relazione con l’attuale compagna, Rosa:

Ci siamo guardati e capiti in tre secondi. Non mi è mai capitato con nessun’altra donna: è stato come una scossa di terremoto. Rosa non è una morbida, al contrario è decisa, ti fa correre. La mia donna ideale: è concreta, ti dà sicurezza, ma ti accompagna anche quando voli, anzi ti spinge a volare ancora più in alto.

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