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Sanremo 2010 prima serata i giudizi su Valerio Scanu, Marco Mengoni, Noemi ed Emanuele Filiberto

Ieri sera è andata in onda la prima serata del Festival di Sanremo 2010 e i nostri amati ex concorrenti di talent Valerio Scanu, Noemi, Marco Mengoni ed Emanuele Filiberto hanno proposto al pubblico in sala e a casa i loro brani.

Vediamo come sono state giudicate le loro performance da La Stampa, Il messaggero e Libero.

LIBERO

Della pattuglia dei “talent boys”, i due che se la sono cavata meglio sono stati Marco Mengoni, con “Credimi ancora”, e Noemi, con “Per tutta la vita”; Valerio Scanu ha pagato lo scotto dell’emozione…

L’unico fuori programma sono stati i fischi per il trio Pupo, Emanuele Filiberto, Luca Canonici, per altro compensati dallo sventolio di bandiere finale. Il principe tanto contestato per la sua “r” francese, ha comunque stupito per non essere stato così stonato come lo si aspettava. Forse i critici sono stati troppo severi a priori?

IL MESSAGGERO

Per tutte le volte che di Valerio Scanu (il giovane principe di Amici che a Sanremo gira smarrito davanti a una platea il cui consenso va conquistato) … il vincitore di X Factor Marco Mengoni con Credimi ancora, vestito da Joker bianconero, a pronunciare le dentali all’anglosa ssone e ad ostentare le sue capacità vocali … Noemi con Per tutta la vita, un’altra delle favorite, sanremese vecchio stile interpretata da una voce piena di sfumature

Il trio Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici (accolto in sala a suon di fischi) con Italia amore mio: un brano oltre i limiti del genere trash, oltre il consentito in una manifestazione che si rispetti. L’esibizione offensiva per occhi e orecchi ha visto Pupo al piano che recitava un testo davvero ruffiano, il Principe che ne mimava le parole e fingeva disperazione, il tenore che alzava i toni patriottici, insomma è stata la dimostrazione che al festival purtroppo si arriva anche senza saper cantare, basta essere dotati di faccia tosta e sciorinare una carnevalata in tema col calendario

LA STAMPA

Valerio Scanu voto 6 – Partono, come in un agguato, i 5 giorni di Zarrillo, ma Scanu conquista poi autonomia nel brano fresco, rutilante nei versi, coraggiosamente minimalista nell’interpretazione: l’emozione frena le ambizioni (e per il carisma tocca aspettare).

Marco Mengoni voto 4 – Vincitore di X-Factor n.3 e qui per diritto, s’infila fra Alex Baroni e Tiziano Ferro (copiosamente citato), in un brano esibizionista che fra discese ardite, risalite e frasi assurde (Sarò lupo e rondine per gli occhi tuoi”), lascia attoniti e spossati.

Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici voto 3 – Manifesto tradizionalista (ed elettorale). Dio, Patria, Famiglia. Mandolini, Ricordi d’esilio probabilmente impostati con Over the Rainbow, in format di canzone tv, con irresistibile entrata del tenore, rimpinzano una polpetta indigesta (e trash).

Noemi voto 8 – Anello di congiunzione fra talent-show e lavoro in proprio, con la sua voce non inutilmente eccentrica Noemi sfodera grinta e capacità in un pezzo che vuol uscire da schemi abusati: eppure si ricorda con facilità, ed è amarognolo ma non piagnone.