Grande Fratello 11 daytime 19 gennaio 2011: Le ragazze accusano Valentina di essere pettegola, Margherita distrugge gli indumenti di Nando, Davide organizza una cenetta romantica per Erinela

di Redazione 1

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Le ragazze parlano di Valentina (o meglio sparlano), l’accusano di essere una pettegola. Durante la mattinata la nuova arrivata ha riferito ad Olivia che in realtà Margherita e Guendalina non le sono amiche. Nella conversazione della donea di casa si intromette anche la diretta interessata, la quale si difende dicendo che l’austriaca non ha compreso il discorso. Se è per questo anche Nando non avrebbe capito, nonostante sia italiano al 100%… ma quello è un altro discorso.

Margherita è ancora delusa dal comportamento di Nando. Dice di essere stata illusa, che era stato il ragazzo di Pomezia a voler cominciare la relazione. In confessionale, ammette: “Mi sembra un incubo. Mi sembra di vivere un incubo. Ho aperto gli occhi e mi sono detta ‘era tutto un sogno’. L’ultimo giorno mi ha detto di non riuscire a stare senza di me. Sto andando fuori di testa ”.

Guendalina cerca di consolare Margherita dicendo che lui non incontrerà mai una ragazza come lei. Intanto la speaker decide di fare a pezzi mutande e magliette che Nando gli aveva regalato. Ottimo gesto sia per sbarazzarsi del ricordo di Nando che si mettere fine ad un cumulo di batteri e germi assassini.

I ragazzi parlano dei nuovi concorrenti: Guendalina e Margherita dicono che Biagio è un personaggio viscido e che da quando è andato in nomination è diventato peggiore di com’è.

Davide in confessionale dice che, rispetto ai giorni scorsi, il suo umore è migliorato; che riesce a vivere la storia con Erinela con più tranquillità. Non a caso organizza una cenetta romantica per la sua nuova fiamma: nel momento in cui tutti si sono messi a letto prende dalla cucina spumante e fragole. Erinela commenta “sembriamo due amanti segreti”. A fine serata i due si baciano, Davide le dice “ti dimostrerò che puoi fidarti di me”. Della serie: come far badare le pecore al lupo.

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